Dalì, surrealismo, paese delle meraviglie

DALI’ NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE

Voglio por­tar­vi nel Pae­se del­le Mera­vi­glie e, come lo Stre­gat­to, sarò la vostra gui­da: con un po’ di fan­ta­sia sal­te­re­te con me nel­la tana del Bian­co­ni­glio!

Cari let­to­ri, oggi voglio por­tar­vi con me nel Pae­se del­le Mera­vi­glie. Come lo Stre­gat­to, sarò la vostra gui­da in que­sta stra­va­gan­te avven­tu­ra… e non teme­te, ci rag­giun­ge­rà un Cap­pel­la­io Mat­to dav­ve­ro spe­cia­le! Avre­te biso­gno solo di un piz­zi­co di fan­ta­sia, per­ché solo così riu­sci­re­te a vede­re il Bian­co­ni­glio e a seguir­lo fino alla tana. Mi rac­co­man­do, non esi­ta­te a sal­tar­ci den­tro con tut­te le scar­pe, io vi aspet­te­rò oltre la por­ta…

 

Dalì, surrealismo, paese delle meraviglie

Le avven­tu­re di Ali­ce nel Pae­se del­le Mera­vi­glie (1865) è l’opera più famo­sa del­lo scrit­to­re Lewis Car­roll, pseu­do­ni­mo di Char­les Lut­wid­ge Dodg­son. L’idea è nata duran­te un giro in bar­ca insie­me al reve­ren­do Robin­son Duc­k­worth e le tre figlie di Hen­ry Lidd­le: è sta­to duran­te que­sto viag­gio che Dodg­son ha rac­con­ta­to alle ragaz­ze la sto­ria di una bam­bi­na anno­ia­ta alla ricer­ca di un’avventura. Tre anni dopo, quel­la stes­sa sto­ria vie­ne arric­chi­ta di det­ta­gli e la gio­va­ne Ali­ce cade nel­la tana del coni­glio.

Ali­ce nel Pae­se del­le Mera­vi­glie è ormai con­si­de­ra­to un clas­si­co del­la let­te­ra­tu­ra per ragaz­zi, che ha influen­za­to mol­to il pano­ra­ma media­ti­co non solo let­te­ra­rio, ma anche tele­vi­si­vo, musi­ca­le e ludi­co. La sto­ria edi­to­ria­le di que­sto libro lo vede tra­dot­to più di cin­quan­ta vol­te solo in Ita­lia, per non par­la­re poi del­le nume­ro­se tra­spo­si­zio­ni cine­ma­to­gra­fi­che. Tra di esse, la pri­ma che vie­ne in men­te è senz’altro quel­la pro­po­sta dal­la Walt Disney Pro­duc­tion (1951). Nono­stan­te la Disney rie­sca a con­dur­ci con destrez­za nel mon­do dei sogni di Ali­ce, c’è una cor­ren­te arti­sti­ca che sem­bra esse­re nata da un Pae­se del­le Mera­vi­glie.

Il Sur­rea­li­smo, infat­ti, ci rac­con­ta prin­ci­pal­men­te di una real­tà oni­ri­ca e irra­zio­na­le, dove l’inconscio è il prin­ci­pa­le pro­ta­go­ni­sta. Non pos­sia­mo par­la­re di Sur­rea­li­smo e di mon­do oni­ri­co sen­za chia­ma­re in cau­sa uno dei prin­ci­pa­li arti­sti di que­sta cor­ren­te: Sal­va­dor Dalì. Osser­va­re i suoi dipin­ti è come apri­re la por­ta che con­du­ce in un Pae­se del­le Mera­vi­glie, dove il tem­po si è fer­ma­to e Dalì è il nostro stra­va­gan­te Cap­pel­la­io Mat­to. Come ben sap­pia­mo, egli ha col­la­bo­ra­to con vari arti­sti e la sua arte ha tro­va­to espres­sio­ne in mol­te­pli­ci set­to­ri. Pote­va dun­que man­ca­re il suo con­tri­bu­to in Le avven­tu­re di Ali­ce nel Pae­se del­le Mera­vi­glie?

Era il 1969 quan­do Sal­va­dor Dalì com­po­se dodi­ci illu­stra­zio­ni per accom­pa­gna­re un’edizione spe­cia­le di Le avven­tu­re di Ali­ce nel Pae­se del­le Mera­vi­glie del­la Press-Ran­dom Hou­se di New York: si trat­ta di dodi­ci lito­gra­fie, una per cia­scun capi­to­lo, più un’acquaforte per il fron­te­spi­zio. Direi una misce­la a dir poco per­fet­ta, dove le vicen­de oni­ri­che del roman­zo di Lewis Car­roll ven­go­no rap­pre­sen­ta­te da ope­re anco­ra più sur­rea­li.

 

Dalì, surrealismo, paese delle meraviglie

L’Alice che Dalì mostra ha in mano una cor­da, sim­bo­lo del tem­po che pas­sa (non­ché trat­to distin­ti­vo del­le sue ope­re), e il suo cor­po sem­bra una meri­dia­na che pro­iet­ta un’ombra lun­ga e sot­ti­le, come se rap­pre­sen­tas­se il pro­prio desti­no.
Alle sue spal­le una pic­co­la Ali­ce la guar­da incu­rio­si­ta dal­la sua bici­clet­ta, allu­sio­ne ad un’infanzia che giun­ge ormai alla fine. Già nel capi­to­lo cin­que, infat­ti, quan­do il Bru­co doman­da ad Ali­ce “Chi sei?”, lei gli rispon­de dicen­do:

«Dav­ve­ro non te lo saprei dire ora. So dir­ti chi fos­si, quan­do mi son leva­ta que­sta mat­ti­na, ma d’allora cre­do di esse­re sta­ta cam­bia­ta parec­chie vol­te.»

Cari let­to­ri, il nostro viag­gio tra il Pae­se sta per con­clu­der­si ed è per que­sto che vi voglio salu­ta­re con que­sta cita­zio­ne:

«Ulti­ma­men­te era­no suc­ces­se tan­te di quel­le cose stra­ne che Ali­ce ave­va comin­cia­to a cre­de­re che di impos­si­bi­le non ci fos­se qua­si più nul­la.»

Cre­de­te nell’impossibile!

Ales­san­dra Ara­neo