dentifricio killer

Dentifricio Killer: ecco perché Karen può stare tranquilla

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Qual­che gior­no fa al super­mer­ca­to ho sen­ti­to una signo­ra, che chia­me­re­mo Karen, dire ad una sua ami­ca che non dove­va asso­lu­ta­men­te com­pra­re den­ti­fri­ci con i fluo­ru­ri per­ché “scle­ro­tiz­za­no la ghian­do­la pinea­le” e che dove­va usa­re un den­ti­fri­cio bio­lo­gi­co alle erbe.

Al che se ne sono anda­te con il loro den­ti­fri­cio alle erbe ed io ho potu­to final­men­te ride­re…

Ma cosa saranno mai questi terribili fluoruri ?

Sono una for­ma dell’elemento Fluo­ro (F) appar­te­nen­te al set­ti­mo grup­po prin­ci­pa­le del­la tavo­la perio­di­ca (quel­lo degli alo­ge­ni). Il Fluo­ro è una gas che per odo­re ricor­da il Clo­ro, usa­to nel­le pisci­ne, tut­ta­via spe­ro che nes­su­no di voi lo annu­si mai poi­ché ne baste­reb­be una con­cen­tra­zio­ne infi­ni­te­si­ma­le nell’ aria per bru­ciar­vi occhi e pol­mo­ni. La sua estre­ma aggres­si­vi­tà è da ricon­dur­si alla sua ele­va­ta reat­ti­vi­tà. Rea­gen­do con l’acqua for­ma l’aci­do fluo­ri­dri­co, mol­to peri­co­lo­so: è capa­ce di cor­ro­de­re la pel­le fino all’osso, arri­van­do addi­rit­tu­ra a sgre­to­lar­lo! In con­fron­to l’acido clo­ri­dri­co è qua­si inno­cuo. Per­ciò alla lar­ga dal Fluo­ro puro e dall’acido fluo­ri­dri­co!

Per for­tu­na le due sostan­ze non esi­sto­no in natu­ra e nem­me­no nel den­ti­fri­cio; que­sto per­ché più un lega­me è reat­ti­vo più è raro in natu­ra. L’acido fluo­ri­dri­co si può però pro­dur­re in labo­ra­to­rio, e non solo per il diver­ti­men­to di uno scien­zia­to paz­zo: uni­to con il rea­gen­te giu­sto può pro­dur­re il Poli­te­tra­fluo­roe­ti­le­ne (PTFE), noto anche come Teflon, ovve­ro il mate­ria­le di cui sono fat­te le pen­to­le anti­a­de­ren­ti.

Qui alla nostra Karen potreb­be veni­re un infar­to, ma non si deve pre­oc­cu­pa­re per­ché ogni ele­men­to, anche i più aggres­si­vi, pos­sie­de una for­ma sta­bi­le in cui resta inal­te­ra­to.

Sal­tan­do qual­che spie­ga­zio­ne di chi­mi­ca base, vi basti sape­re che il carat­te­re chi­mi­co di un ele­men­to è sta­bi­li­to dal nume­ro dei suoi elet­tro­ni di valen­za, pre­sen­ti nel “guscio” più ester­no: il nostro Fluo­ro ne ha 7 ma c’è posto per 8. Que­sto lo ren­de estre­ma­men­te “fame­li­co”, non avrà pace fino a quan­do non avrà com­ple­ta­to l’ottetto.

Nel Teflon il Fluo­ro è feli­ce­men­te lega­to al Car­bo­nio, un lega­me che si potreb­be spez­za­re solo con mol­ta ener­gia: si dovreb­be­ro cioè supe­ra­re i 360°C, men­tre la tem­pe­ra­tu­ra mas­si­ma con­si­glia­ta per le pen­to­le al Teflon è 260°C.

Tornando al nostro dentifricio, perché Karen aveva torto? Perché faceva ridere?

Per­ché i fluo­ru­ri pre­sen­ti nel den­ti­fri­cio sono sod­di­sfat­ti pro­prio come quel­li del­la padel­la!

Dubi­to che Karen si neghi un buon uovo al tega­mi­no di tan­to in tan­to…

Ma come fun­zio­na­no que­sti fluo­ru­ri nel den­ti­fri­cio? Ed il den­ti­fri­cio alle erbe fun­zio­na?

Dun­que, i fluo­ru­ri sono anio­ni (ioni a cari­ca nega­ti­va), ma anche nel mine­ra­le che com­po­ne i nostri den­ti, l’idros­sia­pa­ti­te, sono pre­sen­ti anio­ni, i cosid­det­ti ioni idros­si­do.

Il fluo­ru­ro però è pic­co­lo e quan­do ci lavia­mo i den­ti, vi pene­tra e but­ta fuo­ri gli ioni idros­si­do; gra­zie a que­sto avvi­cen­da­men­to, sul­la super­fi­cie del den­te si for­ma uno stra­to sot­ti­lis­si­mo di un mine­ra­le più com­pat­to e sta­bi­le: la fluo­ra­pa­ti­te, cui gli aci­di non pos­so­no scal­fi­re facil­men­te.

Ed il dentifricio senza fluoruri come funziona?

Nel­la mag­gior par­te dei casi i fluo­ru­ri sono rim­piaz­za­ti dall’ idros­sia­pa­ti­te, cioè dal­lo stes­so mine­ra­le che com­po­ne lo smal­to. L’idea di base è che, se lo smal­to vie­ne ero­so se ne aggiun­ge anco­ra, ma non si for­ma nes­su­no stra­to pro­tet­ti­vo con­tro la plac­ca aci­da…

Così la plac­ca è con­ten­ta e Karen lavan­do­si i den­ti con pol­ve­re di den­ti pen­sa di pro­teg­ge­re la sua ghian­do­la pinea­le… Che poi come i fluo­ru­ri dal den­ti­fri­cio arri­vi­no alla ghian­do­la pinea­le, lo sa solo Karen.

Cer­to una dose con­si­de­re­vo­le di fluo­ro è leta­le (qual­che gr cir­ca per un adul­to), ma nean­che facen­do a gara a chi man­gia più den­ti­fri­cio riu­sci­rem­mo a inge­rir­ne una dose mor­ta­le.

La dose di fluo­ru­ro nel den­ti­fri­cio è accu­ra­ta­men­te ana­liz­za­ta e total­men­te inno­cua, in gene­re in un tubet­to vi sono 1450 ppm F- , ovve­ro ogni set­te­cen­te­si­ma par­ti­cel­la é uno ione Fluo­ru­ro.

La stes­sa quan­ti­tà nell’acqua pota­bi­le sareb­be però trop­pa: la con­cen­tra­zio­ne di una sostan­za va sem­pre con­te­stua­liz­za­ta. Lavar­si i den­ti è infat­ti un’operazione loca­liz­za­ta, usan­do una mode­sta quan­ti­tà di den­ti­fri­cio che poi rispu­tia­mo. Nel caso dei den­ti­fri­ci per bam­bi­ni, che ten­do­no a man­gia­re di tut­to, le dosi di fluo­ru­ro sono mol­to ridot­te per sicu­rez­za.

Chia­ri­ta l’azione dei Fluo­ru­ri, se Karen doves­se leg­ge­re que­sto arti­co­lo, com­pre­rà final­men­te un den­ti­fri­cio effi­ca­ce o deci­de­rà di but­ta­re tut­te le sue pen­to­le anti­a­de­ren­ti?

Di Maria­chia­ra Samo­rè