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Disney contro il razzismo: “creare insieme un futuro più inclusivo”.

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Dum­bo, gli ari­sto­gat­ti, Peter Pan, Fan­ta­sia, il libro del­la giun­gla sono i clas­si­ci di ani­ma­zio­ne Disney che ci han­no fat­to sogna­re, han­no fat­to emo­zio­na­re inte­re gene­ra­zio­ni e sono tutt’ora ama­ti dal pub­bli­co di qual­sia­si età. 

Non solo. Que­sti film sono anche “sba­glia­ti”, poi­ché si trat­ta di rap­pre­sen­ta­zio­ni cul­tu­ra­li supe­ra­te: è quan­to si leg­ge sul­le avver­ten­ze pre­sen­ti nel­le sche­de di alcu­ni film, com­po­nen­ti il cata­lo­go del­la piat­ta­for­ma strea­ming Disney+.

 

La deci­sio­ne di inqua­dra­re film spe­ci­fi­ci, sen­za tut­ta­via eli­mi­nar­li dal cata­lo­go, che sem­bre­reb­be­ro con­te­ne­re ste­reo­ti­pi cul­tu­ra­li non più accet­ta­bi­li dal­la socie­tà con­tem­po­ra­nea, è sta­ta pre­sa dal­la nuo­va piat­ta­for­ma strea­ming qual­che set­ti­ma­na fa.

Sele­zio­nan­do alcu­ni dei tan­ti film sto­ri­ci pre­sen­ti in cata­lo­go, pri­ma dell’avvio alla visio­ne appa­re il disclai­mer di segui­to ripor­ta­to:

Que­sto pro­gram­ma inclu­de rap­pre­sen­ta­zio­ni nega­ti­ve e/o trat­ta­men­ti erra­ti nei con­fron­ti di per­so­ne o cul­tu­re. Que­sti ste­reo­ti­pi era­no sba­glia­ti allo­ra e lo sono oggi. Inve­ce di rimuo­ve­re que­sto con­te­nu­to, voglia­mo ammet­ter­ne l’impatto dan­no­so, trar­ne inse­gna­men­to e sti­mo­la­re il dia­lo­go per crea­re insie­me un futu­ro più inclu­si­vo. Disney si impe­gna crea­re sto­rie, temi ispi­ra­to­ri e aspi­ra­zio­na­li che riflet­ta­no la ric­ca diver­si­tà dell’esperienza uma­na in tut­to il mon­do. Per ulte­rio­ri infor­ma­zio­ni su come le sto­rie han­no avu­to un impat­to sul­la socie­tà, del sito www.Disney.com/StoriesMatter”.

 

I nati­vi ame­ri­ca­ni ritrat­ti in Peter Pan, che par­la­no una lin­gua incom­pren­si­bi­le e ven­go­no defi­ni­ti espli­ci­ta­men­te (e offen­si­va­men­te) “pel­le­ros­sa” sono l’emblema del­lo ste­reo­ti­po raz­zi­sta che Disney vuo­le supe­ra­re.

Cam­bia­re il futu­ro spin­gen­do le nuo­ve gene­ra­zio­ni ad abi­tuar­si a guar­da­re il mon­do da dif­fe­ren­ti pun­ti di vista, evi­ta­re inter­pre­ta­zio­ni sog­get­ti­viz­za­te del­la real­tà e tute­la­re le diver­si­tà, per sen­tir­si par­te di un mon­do più inclu­si­vo: sono que­sti gli obiet­ti­vi che Disney si pone nel­la crea­zio­ne del­le sue nuo­ve sto­rie, per­ché le sto­rie han­no un gran­de impat­to sul­le capa­ci­tà inter­pre­ta­ti­ve dell’uomo.

 

La piat­ta­for­ma strea­ming, che ricor­dia­mo esse­re com­par­sa negli Sta­ti Uni­ti per la pri­ma vol­ta il 12 novem­bre 2019 e in Ita­lia lo scor­so 31 mar­zo, sem­bra aver rac­col­to le varie cri­ti­che avan­za­te nel cor­so degli anni da colo­ro che accu­sa­no Disney di raz­zi­smo e di lin­guag­gio ina­de­gua­to.

Ci tro­via­mo in un momen­to sto­ri­co cri­ti­co e rivo­lu­zio­na­rio; le tan­tis­si­me mani­fe­sta­zio­ni del movi­men­to Blac­kLi­ve­sMat­ter han­no aper­to nuo­vi oriz­zon­ti inter­pre­ta­ti­vi e sve­glia­to le coscien­ze di mol­te azien­de e brand, tra cui, evi­den­te­men­te, anche Disney, che si spin­ge ver­so un oriz­zon­te poli­ti­ca­men­te cor­ret­to e il più pos­si­bi­le tute­la­ti­vo.

 

Disney già da tem­po sem­bra muo­ver­si ver­so la stra­da dell’inclusività: per il futu­ro rema­ke del­la Sire­net­ta la scel­ta per l’interpretazione del­la pro­ta­go­ni­sta sem­bra esse­re rica­du­ta sull’afroamericana Hal­le Bai­ley, con­tro cui tut­ta­via si sono alza­te mol­te pole­mi­che. La deci­sio­ne di far inter­pre­ta­re la famo­sa Ariel, dal­la pal­li­da car­na­gio­ne e i capel­li ros­si, da un’attrice nera non sem­bra esse­re sta­ta accol­ta posi­ti­va­men­te.

Ma Disney difen­de la sua posi­zio­ne, ormai defi­ni­ta chia­ra­men­te.

 

C’è chi è sta­to o sicu­ra­men­te più corag­gio­so.

Via col ven­to, cult del 1939, ven­ne addi­rit­tu­ra rimos­so, nel giu­gno di quest’anno, dal­la War­ner Media dal­la piat­ta­for­ma HBO Max, a cau­sa dei con­te­nu­ti rite­nu­ti for­te­men­te raz­zi­sti.

Il film è sta­to, dopo un perio­do di tem­po, ripro­po­sto sul­la stes­sa piat­ta­for­ma strea­ming, inte­gra­to con video extra che inqua­dra­no la sto­ria, spie­gan­do e ana­liz­zan­do il con­te­sto sto­ri­co a cui la pel­li­co­la risa­le.

 

Insom­ma il mon­do, anche cul­tu­ra­le dei media, sta cam­bian­do.

Ci stia­mo diri­gen­do ver­so un futu­ro sen­za discri­mi­na­zio­ni socia­li né di gene­re.

 

L’auspicio è uno solo: che que­ste ini­zia­ti­ve non stia­no sem­pli­ce­men­te caval­can­do un momen­to sto­ri­co par­ti­co­la­re per soprav­vi­ve­re alle cri­ti­che dif­fu­se, ma che si trat­ti di pre­se di posi­zio­ni defi­ni­ti­ve, det­ta­te dal­la volon­tà di cam­bia­re una socie­tà trop­po anco­ra­ta a prin­ci­pi data­ti e scor­ret­ti.

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Bea­tri­ce Taglia­pie­tra