Dyson Sphere

Dyson Sphere tra fantascienza e realtà

For­se avre­te già sen­ti­to par­la­re del­la sfe­ra di Dyson, o Dyson Sphe­re, ma se non vi è capi­ta­to allo­ra vi sta­te per­den­do uno dei con­cet­ti scien­ti­fi­ci più inte­res­san­ti del mon­do moder­no, così incre­di­bi­le da rasen­ta­re la fan­ta­scien­za.

Que­sta è sta­ta teo­riz­za­ta dall’astronomo ingle­se Dyson Free­man. La sfe­ra di Dyson è una strut­tu­ra di rive­sti­men­to che potreb­be esse­re posi­zio­na­ta attor­no ad una stel­la, come il sole.

Dyson Sphere

Cosa fa esattamente? E di cosa è fatta?

Il com­pi­to del­la gigan­te­sca costru­zio­ne sareb­be quel­lo di assor­bi­re l’energia pro­dot­ta dal sole, ma non pren­den­do­ne solo una par­te come fareb­be un pan­nel­lo sola­re, sfrut­tan­do­ne inve­ce il 100% dell’energia.

La sfe­ra Dyson però, nono­stan­te il nome, non potreb­be esse­re un’effettiva sfe­ra soli­da di mate­ria­le, per­ché una strut­tu­ra simi­le rischie­reb­be di esse­re dan­neg­gia­ta o di col­las­sa­re sul sole a cau­sa del­la gra­vi­tà. Per­ciò la costru­zio­ne sareb­be più simi­le ad uno “scia­me” di pan­nel­li che ruo­te­reb­be­ro attor­no al sole, tipo satel­li­ti. Que­sto ci con­sen­ti­reb­be di sosti­tui­re i sin­go­li com­po­nen­ti più facil­men­te e rapi­da­men­te. 

Ora però incor­ria­mo in un altro pro­ble­ma, l’incredibile quan­ti­ta­ti­vo di mate­ria­li richie­sti. I nostri pan­nel­li sola­ri sono infat­ti mol­to costo­si e fra­gi­li, ren­den­do­li ina­dat­ti, dun­que si opte­reb­be per qual­co­sa di più simi­le a degli spec­chi estre­ma­men­te sot­ti­li, ridu­cen­do così i costi. Anche facen­do così il pro­ble­ma dei mate­ria­li però resta, per­ché nono­stan­te tut­to la super­fi­cie del sole resta 12000 vol­te quel­la ter­re­stre, ren­den­do impos­si­bi­le con le nostre attua­li risor­se la rea­liz­za­zio­ne di una simi­le strut­tu­ra. Que­sta que­stio­ne si potreb­be affron­ta­re deci­den­do di trar­re tut­ti i mate­ria­li neces­sa­ri da un altro pia­ne­ta.

Conclusioni

Uti­liz­zan­do le idee sopra descrit­te andia­mo a risol­ve­re la mag­gior par­te dei pro­ble­mi. Que­sto gene­re di strut­tu­ra ci con­sen­ti­reb­be di fare un enor­me bal­zo da pun­to di vista ener­ge­ti­co, for­nen­do­ci quan­ti­tà qua­si infi­ni­te di ener­gia.

Sareb­be sen­za dub­bio la più sen­sa­zio­na­le costru­zio­ne dell’uomo con­sen­ten­do­ci di fare un sal­to miglia­ia di vol­te più gran­de di quel­lo fat­to duran­te il pas­sag­gio dall’energia fos­si­le a quel­la nuclea­re.

Rima­ne però un ulti­mo, for­se inva­li­ca­bi­le pro­ble­ma per la rea­liz­za­zio­ne del­la sfe­ra. Sicu­ra­men­te mol­ti di voi han­no già rea­liz­za­to che ciò a cui sto facen­do rife­ri­men­to è l’aspetto eco­no­mi­co. Infat­ti, per com­pie­re que­sta tita­ni­ca ope­ra­zio­ne sareb­be­ro neces­sa­ri miliar­di di euro. Non sareb­be una cifra impos­si­bi­le da pro­dur­re per uno sta­to, ma nes­su­no di que­sti inve­sti­reb­be un quan­ti­ta­ti­vo simi­le di dena­ro per una costru­zio­ne spe­ri­men­ta­le sen­za ave­re cer­tez­ze, soprat­tut­to con­si­de­ra­ti i pro­ble­mi più a bre­ve ter­mi­ne che richie­do­no quel dena­ro.  Biso­gne­reb­be per­ciò spe­ra­re che un pri­va­to si imbar­chi in que­sta ope­ra­zio­ne, cosa non impos­si­bi­le in que­sta era popo­la­ta da cen­ti­na­ia di miliar­da­ri.

For­se quin­di non sare­mo vivi per vede­re la rea­liz­za­zio­ne del­la Dyson Sphe­re, ma non pos­sia­mo fare altro che con­ti­nua­re a sogna­re le infi­ni­te pos­si­bi­li­tà del gene­re uma­no osser­van­do incan­ta­ti la not­te stel­la­ta.


Rewess Gir­gis