Gilet gialli

Gilet gialli di nuovo in piazza, 505 giorni dopo

Gilet gialli

Dopo ben 505 gior­ni di assen­za dal­le piaz­ze tor­na­no a pro­te­sta­re in Fran­cia i GILET GIALLI, che rice­vo­no subi­to l’appoggio dei movi­men­ti NO MASK e di mol­tis­si­mi PICCOLI IMPRENDITORI, in par­ti­co­la­re pro­prie­ta­ri di disco­te­che. 

Tut­te le più gran­di testa­te gior­na­li­sti­che ripor­ta­no la ten­sio­ne nei din­tor­ni degli Champs-Ely­sees

nono­stan­te il divie­to asso­lu­to del­la pre­fet­tu­ra di radu­nar­si. Appro­fit­tan­do dei tumul­ti, un grup­po di mani­fe­stan­ti si è intro­dot­to negli stu­di di Bfm TV accu­san­do l’emittente di men­ti­re e defi­nen­do i media “bugiar­di e con­trol­la­ti”.

Che cosa vogliono questi gilet gialli?

Riper­cor­ren­do bre­ve­men­te la cro­ni­sto­ria dei GILET GIALLI sco­pria­mo che si trat­ta di un movi­men­to di pro­te­sta nato sui social net­work nel 2018, si fan­no poi pro­ta­go­ni­sti di ben 23 set­ti­ma­ne di pro­te­ste di varie enti­tà che sfu­ma­no dal paci­fi­co al vio­len­to in un bat­ter d’occhio. La loro pri­ma piaz­za ha luo­go il 17 novem­bre 2018 e l’ultima si con­clu­de il 26 apri­le 2019 con il sod­di­sfa­ci­men­to di diver­se con­di­zio­ni da loro richie­ste. (Annul­la­men­to del­le impo­ste sui car­bu­ran­ti e mora­to­ria di sei mesi sul­le varia­zio­ni dei prez­zi del gaso­lio e del­la ben­zi­na. Aumen­to del sala­rio mini­mo di 100€ per mese per il 2019. Bloc­co del­le tarif­fe blu per le bol­let­te dell’elettricità fino a mar­zo 2019. Eli­mi­na­zio­ne del­le tas­se sugli straor­di­na­ri e sui bonus di fine anno.)

Dopo l’aprile 2019 i GILET GIALLI riman­go­no silen­ti fino ad oggi, per­ché? Nes­su­na testa­ta a livel­lo ita­lia­no ripor­ta il moti­vo del loro ritor­no, ma basta fare una ricer­ca velo­ce per capir­lo.

Per pri­ma cosa sco­pria­mo che il lea­der, o meglio, uno dei loro lea­der, è Jérô­me Rodri­gues.

Jérôme Rodrigues

Nel post di ieri, 11 set­tem­bre, post che inci­ta a scen­de­re in piaz­za con i GILET il gior­no suc­ces­si­vo, tro­via­mo facil­men­te la rispo­sta alle nostre doman­de, ecco qui un estrat­to:

Noi cit­ta­di­ni con un gilet gial­lo cer­chia­mo di denun­cia­re, tut­te le ingiu­sti­zie, sia socia­li che fisca­li che con­ti­nua­no a cre­sce­re nel­la vita quo­ti­dia­na dei cit­ta­di­ni che vivo­no in Fran­cia. Que­sta distru­zio­ne del siste­ma socia­le fran­ce­se è orche­stra­ta da anni da tut­ti i gover­ni suc­ces­si­vi da oltre 40 anni, que­sta distru­zio­ne è ampli­fi­ca­ta e acce­le­ra­ta dall’arrivo di Emma­nuel Macron al pote­re.

 

 L’ uni­ca rispo­sta di fron­te allo sgo­men­to e mal­con­ten­to di una mag­gio­ran­za di fran­ce­si è la repres­sio­ne gover­na­ti­va sen­za limi­ti, costrui­ta attor­no a leg­gi liber­ti­ci­de, vio­len­ze gover­na­ti­ve che uti­liz­za­no le for­ze dell’ordine per muti­la­re e ridur­re al silen­zio ogni for­ma di con­te­sta­zio­ne. Que­sta repres­sio­ne è ormai raf­for­za­ta dal­la crea­zio­ne di una dit­ta­tu­ra ′′sani­ta­ria′′ che mira a costrin­ge­re ogni gior­no un po’ di più la paro­la e la vita dei cit­ta­di­ni. […] Tut­te le riven­di­ca­zio­ni e le rifles­sio­ni por­ta­te dal movi­men­to dei gilet gial­li han­no un solo sco­po, miglio­ra­re l’economia dei fran­ce­si e garan­ti­re loro un teno­re di vita cor­ret­to che pos­sa­no por­tar­le fino alla fine del mese.

Allo scrit­to segue una rac­col­ta di tito­li di arti­co­li di gior­na­li Fran­ce­si che denun­cia­no un’inquietante pre­sen­za di ele­men­ti vici­ni al nazi­smo nel­le for­ze dell’ordine fran­ce­si.

Insom­ma, se una vol­ta gli uomi­ni in gial­lo di Jérô­me Rodri­gues ave­va­no le idee chia­re e richie­ste ben pre­ci­se, ad oggi, fan­no un ritor­no in sce­na alquan­to enig­ma­ti­co e con­fu­so, sen­za pre­ci­se con­di­zio­ni e lamen­tan­do­si di som­ma­rie ingiu­sti­zie socia­li e fisca­li, inneg­gian­do alla repres­sio­ne gover­na­ti­va sen­za limi­ti ed alla disob­be­dien­za civi­le tota­le, rischian­do così, sep­pu­re con nobi­li inten­zio­ni, di non distin­guer­si tra i neo­na­ti movi­men­ti NO MASK che cal­ca­no le stra­de euro­pee negli ulti­mi tem­pi.