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Golden Women: il Femminismo nella letteratura contemporanea

GOLDEN WOMEN GDL

L’emancipazione del­le don­ne e il fem­mi­ni­smo in gene­ra­le si pos­so­no osser­va­re non solo attra­ver­so i movi­men­ti atti­vi­sti avve­nu­ti nel cor­so del­la sto­ria, ma anche attra­ver­so le pagi­ne di un libro. Mol­te sono infat­ti le autri­ci, sia clas­si­che che con­tem­po­ra­nee, che attra­ver­so le loro sto­rie met­to­no in atto del­le gran­di mani­fe­sta­zio­ni di insu­bor­di­na­zio­ne, di for­za e di auda­cia. L’obiettivo che ci sia­mo poste è infat­ti quel­lo di cele­bra­re le gran­di don­ne let­te­ra­rie che han­no fat­to sen­ti­re la pro­pria voce, attra­ver­so le loro bio­gra­fie ed il loro lavo­ro. Così è nato il nostro pro­get­to #Gol­de­n­Wo­menGdl si trat­ta di un grup­po di let­tu­ra all’insegna del fem­mi­ni­smo, ini­zia­to a gen­na­io, che pro­se­gue mese per mese con una diver­sa autri­ce e la sua ope­ra da appro­fon­di­re. Vor­rem­mo poter­vi par­la­re di tut­te le autri­ci che han­no fat­to o stan­no facen­do la sto­ria, ma abbia­mo sele­zio­na­to per voi due don­ne clas­si­che e due autri­ci con­tem­po­ra­nee come esem­pio.

Tra le autri­ci con­tem­po­ra­nee tro­via­mo:

SYLVIA PLATH (1932-1963)

É sta­ta una don­na con una vita dav­ve­ro tra­va­glia­ta. Fin da gio­va­ne ha dovu­to com­bat­te­re con la depres­sio­ne, un distur­bo men­ta­le che all’epoca non era cer­to cura­to con i giu­sti mez­zi. La pri­ma vol­ta che ten­tò il sui­ci­dio fu nel 1953, a cau­sa del for­te dolo­re pro­va­to per la per­di­ta del padre, che la por­tò all’internamento in un isti­tu­to psi­chia­tri­co. Quan­do poi ven­ne dimes­sa, si lau­reò con lode e otten­ne una bor­sa di stu­dio per l’Università di Cam­brid­ge. Ella diven­ne poi una moglie, una madre e un’autrice. 

La sua vita fu però mes­sa a dura pro­va da aggres­sio­ni, abu­si e minac­ce di mor­te da par­te del mari­to, di cui abbia­mo testi­mo­nian­za gra­zie a recen­ti let­te­re ritro­va­te. Poco tem­po dopo la pub­bli­ca­zio­ne del suo roman­zo, La cam­pa­na di vetro, la depres­sio­ne ebbe la meglio e così si sui­ci­dò met­ten­do la testa nel for­no a gas. Nel 1982, Syl­via Plath diven­ne la pri­ma poe­tes­sa a vin­ce­re il Pre­mio Puli­tzer postu­mo. La sua bio­gra­fia ci fa quin­di dedur­re la gran­de for­za, tena­cia e resi­lien­za che que­sta don­na ha sem­pre dimo­stra­to, con­te­nu­ti che sono custo­di­ti nei suoi Dia­ri. Si trat­ta di una scrit­tri­ce da ricor­da­re, affin­ché la sua vita e le sue ope­re non cada­no nell’oblio.

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ISABEL ALLENDE (1942)

Nasce in Perù, ma in segui­to al divor­zio dei suoi geni­to­ri si tra­sfe­ri­sce in Cile per anda­re a vive­re nel­la casa del non­no, luo­go che sarà evo­ca­to nel suo pri­mo roman­zo La casa degli spi­ri­ti. Nel 1962 si spo­sa con Michael Frìas con cui avrà due figli, Pau­la e Nico­las e ini­zie­rà a dedi­car­si al gior­na­li­smo. Dopo il col­po di sta­to di Pino­chet si impe­gna a favo­re dei per­se­gui­ta­ti dal regi­me tro­van­do loro asi­lo poli­ti­co e nascon­di­gli sicu­ri. Il regi­me le per­met­te di col­la­bo­ra­re con le tele­vi­sio­ni nazio­na­li ma ben pre­sto deci­de di si tra­sfe­rir­si in Vene­zue­la, dove rima­ne fino al 1988. 

È duran­te que­sto perio­do che per sfo­ga­re la pro­pria rab­bia e sof­fe­ren­za scri­ve­rà La casa degli spi­ri­ti, un roman­zo rifiu­ta­to da tut­te le case edi­tri­ci lati­no-ame­ri­ca­ne per il fat­to che il suo nome non solo sia sco­no­sciu­to, ma soprat­tut­to fem­mi­ni­le. In segui­to divor­zie­rà con Frias e si spo­se­rà con Gor­don con suc­ces­si­vo tra­sfe­ri­men­to in Cali­for­nia dove risie­de tut­to­ra. Nel 1981 improv­vi­sa­men­te la figlia Pau­la, a soli ven­tot­to anni, si amma­la di por­fi­ria, una malat­tia che la tra­sci­na in un lun­go coma. Isa­bel rimar­rà sem­pre al suo capez­za­le e ini­zie­rà a scri­ve­re la loro sto­ria, i ricor­di di una vita assie­me. Un anno dopo la figlia muo­re e Isa­bel pub­bli­che­rà i suoi ricor­di nel libro Pau­la. Nel 2010 vin­ce il pre­mio nazio­na­le cile­no per la let­te­ra­tu­ra dopo aver avu­to altri rico­no­sci­men­ti come la lau­rea hono­ris cau­sa a Tren­to e il pre­mio Hans Chri­stian Ander­sen di Let­te­ra­tu­ra in Dani­mar­ca.

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Ora toc­ca a voi leg­ge­re le bio­gra­fie di que­ste e altre don­ne che per noi incar­na­no l’essenza del fem­mi­ni­smo (anche con­tem­po­ra­neo), glo­ri­fi­car­le attra­ver­so le loro ope­re, ma soprat­tut­to far sen­ti­re la vostra voce. Anche con i pic­co­li gesti pos­sia­mo met­te­re fine alle dispa­ri­tà e ai tor­ti, per­ché «pos­sia­mo esse­re libe­ri solo se tut­ti lo sono» (Hegel).

Leg­gi anche: Gol­den Women: il Fem­mi­ni­smo nel­la let­te­ra­tu­ra clas­si­ca

Di Ales­san­dra Ara­neoLau­ra Testa

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