Carlo Goldoni

Goldoni e l’arte moderna

La vita

Car­lo Gol­do­ni nac­que nel 1707 a Vene­zia da una fami­glia ric­ca ma non trop­po, che ave­va sper­pe­ra­to il dena­ro nel­la vita mon­da­na di Vene­zia. Nono­stan­te il biso­gno di sol­di, Car­lo deci­se che da gran­de avreb­be scrit­to com­me­die: per que­sto, al posto di segui­re i con­si­gli del padre e stu­dia­re leg­ge, pas­sò la sua gio­vi­nez­za a giro­va­ga­re con gli atto­ri e a osser­va­re il mon­do che lo cir­con­da­va. Fu pro­prio per que­sto moti­vo che, tor­na­to a Vene­zia in età adul­ta, ini­ziò a scri­ve­re com­me­die di gran­dis­si­mo suc­ces­so coro­nan­do il suo sogno.

Carlo Goldoni

Nel­la sua cit­tà nata­le lavo­rò per tre tea­tri diver­si, rivo­lu­zio­nan­do il mon­do del tea­tro e por­tan­do­lo da uno sti­le comico al limi­te del vol­ga­re fino ad una com­me­dia arti­co­la­ta, rea­li­sti­ca e con un sen­so mora­le ben pre­sen­te.

I personaggi

Il pun­to di for­za del tea­tro di Gol­do­ni era ed è anco­ra la resa rea­li­sti­ca del­la socie­tà, che vie­ne rac­con­ta­ta nei suoi pre­gi e nei suoi difet­ti. Nel­le sue ope­re nar­ra­va una real­tà fat­ta di com­mer­cian­ti, nobi­li deca­du­ti, bot­te­gai e con­ta­di­ni. Nono­stan­te il gran nume­ro dei suoi per­so­nag­gi però Gol­do­ni riuscì a svi­lup­pa­re la psi­co­lo­gia di ognu­no di loro, in modo da far meglio imme­de­si­ma­re gli spet­ta­to­ri.

1984

In que­sto mara­sma di per­so­nag­gi ce ne sono due che più di tut­ti sono degni di nota per la comi­ci­tà e per il loro valo­re nel­la socie­tà: il pri­mo è Miran­do­li­na, una locan­die­ra che pas­sa le gior­na­te ad amma­lia­re i suoi clien­ti, e che però a fine com­me­dia opte­rà per un matri­mo­nio sicu­ro sen­za usci­re dal­la sua clas­se socia­le.

Carlo Goldoni

Que­sto per­so­nag­gio è impor­tan­tis­si­mo in quan­to espri­me a pie­no il ruo­lo del­la don­na nel­la socie­tà set­te­cen­te­sca e i pre­giu­di­zi di quel tem­po, incar­na­ti da un altro per­so­nag­gio del­la com­me­dia, ossia il cava­lie­re di Ripa­frat­ta. Nel­la cul­tu­ra moder­na il per­so­nag­gio di Miran­do­li­na può esse­re para­go­na­to a Julia, la “copro­ta­go­ni­sta” di 1984 di Geor­ge Orwell: entram­be sono dota­te di un acu­me non indif­fe­ren­te e entram­be sono con­sce del­la scar­sa impor­tan­za che vie­ne attri­bui­ta alle don­ne nel­le rispet­ti­ve real­tà, ma nono­stan­te que­sto fan­no ciò che pos­so­no per la loro liber­tà lot­tan­do per otte­ner­la riu­scen­do a pas­sa­re inos­ser­va­te, inol­tre il fat­to che entram­bi gli auto­ri a seco­li di distan­za abbia­mo volu­to rap­pre­sen­ta­re due per­so­nag­gi così simi­li testi­mo­nia da una par­te l’eco del tea­tro Gol­do­nia­no e dall’altra una pre­oc­cu­pan­te per­si­sten­za del patriar­ca­to nel­la socie­tà moder­na.

Amici miei

Un per­so­nag­gio più comi­co è inve­ce il mar­che­se di For­li­po­po­li, un nobi­le che ha sper­pe­ra­to tut­to il suo dena­ro, ma che tut­ta­via man­tie­ne la spoc­chia dei nobi­li e si com­por­ta anco­ra come se fos­se ric­co e poten­te. Un suo cor­ri­spet­ti­vo moder­no è sicu­ra­men­te il Con­te Mascet­ti del film “Ami­ci Miei”: in que­sto caso il con­te e il mar­che­se con­di­vi­do­no lo stes­so pas­sa­to, anche il con­te infat­ti ha sper­pe­ra­to tut­te le sue ric­chez­ze ed ora vive alla gior­na­ta, inol­tre il con­te rifiu­ta gli aiu­ti degli ami­ci fin­gen­do­si offe­so per poi accet­ta­re una vol­ta capi­ta la gen­ti­lez­za dell’atto. Entram­bi i per­so­nag­gi sono comi­ci ma nascon­do­no un velo di malin­co­nia sot­to la masche­ra che per­met­te allo spet­ta­to­re di pro­va­re sim­pa­tia per loro e a vol­te anche pie­tà, il con­te però ha uno svi­lup­po ina­spet­ta­to nel­la sto­ria che lo por­te­rà a capi­re quan­to è sta­to for­tu­na­to, nel­la sua sfor­tu­na, ad incon­tra­re degli ami­ci che gli sono sta­ti vici­ni.

Il tea­tro di Gol­do­ni è così accu­ra­to nel rap­pre­sen­ta­re i per­so­nag­gi che anco­ra oggi que­sti soprav­vi­vo­no all’inesorabile scor­re­re del tem­po sen­za venir­ne dete­rio­ra­ti, l’eco che que­sti han­no nell’arte moder­na sono un chia­ro segno del genio di Gol­do­ni e del­la sua immor­ta­li­tà. Per affe­zio­nar­vi ulte­rior­men­te a que­sto fan­ta­sti­co per­so­nag­gio vi con­si­glio cal­da­men­te di vede­re le sue com­me­die e, per­chè no, anche i capo­la­vo­ri ai qua­li le ho para­go­na­te.

Nico­la Nespo­li