International Day Against Homophobia Biphobia and Transfphobia

Il 17 mag­gio 1990 l’OMS dichia­rò che l’omosessualità non era una malat­tia men­ta­le; pro­prio per que­sto moti­vo, nel 2004 ven­ne isti­tui­ta in que­sta data la Gior­na­ta Inter­na­zio­na­le Con­tro l’omofobia e in segui­to aggior­na­ta inclu­den­do la Bifo­bia e la Tran­sfo­bia (da qui l’acronimo ingle­se IDAHOBT). A tren­ta anni esat­ti da que­sto even­to però ci sono anco­ra tan­ti pas­si avan­ti da fare soprat­tut­to nel nostro pae­se.

L’approvazione del decre­to con­tro l’omotransfobia a cau­sa del coro­na­vi­rus è sta­ta posti­ci­pa­ta a luglio e l’esito è incer­to; tre ado­le­scen­ti su die­ci dichia­ra­no che non vor­reb­be­ro ave­re un com­pa­gno di ban­co omo­ses­sua­le, uno su tre ritie­ne l’omosessualità sba­glia­ta e il 10% che sia una malat­tia o pec­ca­to. Un ter­zo dei sui­ci­di negli under 18 è ricon­du­ci­bi­le al pro­prio orien­ta­men­to ses­sua­le o iden­ti­tà di gene­re, il 28% degli appar­te­nen­ti alla comu­ni­tà LGBT dichia­ra di aver subi­to minac­ce e ricat­ti e il 62% non tie­ne la mano al pro­prio ragaz­zo o ragaz­za per pau­ra di esse­re aggre­di­ti. In un pae­se come que­sto tan­ti ragaz­zi sono costret­ti a festeg­gia­re il 17 mag­gio in silen­zio poi­ché san­no che espo­nen­do­si rischia­no di esse­re discri­mi­na­ti.

È pro­prio a que­sti ragaz­zi che voglio dedi­ca­re que­sta gior­na­ta e que­sto arti­co­lo, a tut­ti colo­ro che sof­fro­no di “mino­ri­ty stress” (ovve­ro lo stress cau­sa­to dall’appartenere a una mino­ran­za non social­men­te accet­ta­ta e inclu­sa) e che si sen­to­no costret­ti a vive­re fin­gen­do, per non per­de­re i pro­pri dirit­ti e la pro­pria digni­tà agli occhi degli altri.

Ma per­ché sono costret­ti a tut­to ciò?

L’omofobia spes­so nasce dai pre­giu­di­zi di gene­re e da ciò che le per­so­ne si aspet­ta­no. Appe­na que­sti con­fi­ni impo­sti dal­la socie­tà ven­go­no sca­val­ca­ti alcu­ne per­so­ne van­no in cor­to­cir­cui­to e l’incomprensione si tra­sfor­ma in odio. Per que­sto moti­vo è impor­tan­te dif­fon­de­re la cul­tu­ra del rispet­to dell’altro in tut­te le sue for­me e abbat­te­re que­sti retro­gra­di con­fi­ni.

Ciò por­te­reb­be alla feli­ci­tà di altri sen­za nul­la toglie­re a nes­su­no e assi­cu­re­reb­be i dirit­ti del­la Costi­tu­zio­ne che garan­ti­sco­no la digni­tà del­la per­so­na e il prin­ci­pio di ugua­glian­za. La leg­ge con­tro l’Omotransfobia è dun­que uno degli obbiet­ti­vi più impor­tan­ti per rag­giun­ge­re que­sta fon­da­men­ta­le liber­tà di espres­sio­ne. Se ne discu­te in par­la­men­to da esat­ta­men­te 23 anni (dal­la pro­po­sta di Nichi Ven­do­la nel ‘96) e ades­so sem­bre­reb­be poter­si final­men­te attua­re. Il decre­to pro­po­sto dal PD infat­ti andreb­be a modi­fi­ca­re il testo del­la “Leg­ge Man­ci­no” del 1993 che puni­sce i rea­ti e discor­si d’odio fon­da­ti su carat­te­ri­sti­che per­so­na­li qua­li la nazio­na­li­tà, l’origine etni­ca e la con­fes­sio­ne reli­gio­sa andan­do ad aggiun­ge­re a que­ste cate­go­rie l’orientamento ses­sua­le e l’identità di gene­re. Que­sto non signi­fi­che­reb­be solo una mag­gio­re pro­te­zio­ne giu­ri­di­ca per le per­so­ne appar­te­nen­ti alla comu­ni­tà LGBT+ ma andreb­be anche a riba­di­re l’esistenza di que­sta comu­ni­tà e la neces­si­tà di esse­re rico­no­sciu­ti e tute­la­ti.

Vivia­mo in un pae­se in cui, inve­ce di sup­por­ta­re il pros­si­mo, ten­dia­mo a ospi­ta­re comi­zi inter­na­zio­na­li che limi­ta­no le liber­tà indi­vi­dua­li e pro­prio per que­sto vi invi­to a tener con­to di tut­te le con­si­de­ra­zio­ni e dei dati che ho ripor­ta­to in que­sto arti­co­lo non solo oggi, ma tut­ti i gior­ni, poi­ché par­lia­mo del­la quo­ti­dia­ni­tà e del­le con­di­zio­ni di vita di chi come uni­ca pre­te­sa ha solo quel­la di poter ama­re.

Nic­co­lò Castel­li­ni