Invader, murales, arte, videogame, spaceinvaders, streetart

INVADER – QUANDO UN VIDEOGIOCO DIVENTA ARTE (E VICEVERSA)!

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Ave­te mai fat­to caso per stra­da a dei pic­co­li mura­les con for­me alie­ne? No, non sono mes­sag­gi dal­lo spa­zio (o per lo meno non anco­ra), ma ope­re del­lo street-arti­st pari­gi­no Inva­der.

Lo streetarti­st Inva­der è famo­so per le sue ope­re a mosai­co che richia­ma­no i per­so­nag­gi del noto video­ga­me degli anni ’80 Spa­ce Inva­ders e che han­no inva­so le cit­tà di tut­to il mon­do.

Il suo pri­mo mosai­co fu instal­la­to a Pari­gi nel 1998 e negli anni suc­ces­si­vi Inva­der non si fer­ma, anzi usan­do un gio­co di paro­le, “inva­de” altre 31 cit­tà fran­ce­si per poi pas­sa­re a gran­di cit­tà come New York, Hong Kong, Los Ange­les e Tokyo. Ad oggi si con­ta­no 3797 Inva­ders, da tro­va­re in 78 cit­tà diver­se, in Ita­lia sono note le inva­sio­ni di Roma Raven­na.

Ma qual è il signi­fi­ca­to di que­sti pic­co­li mosai­ci?


La filo­so­fia di base è quel­la di “libe­ra­re” l’arte dal con­te­sto del museo tra­di­zio­na­le per pro­por­la in luo­ghi alla por­ta­ta di tut­ti ed Inva­der lo fa, meta­fo­ri­ca­men­te, libe­ran­do gli Spa­ce Inva­ders dal­lo scher­mo ren­den­do­li rea­li.

 
Il video­gio­co Spa­ce Inva­ders ven­ne scel­to dall’artista per­ché, oltre che ad esser­ne osses­sio­na­to da ragaz­zi­no, è sim­bo­lo del­la sua gene­ra­zio­ne, dell’ascesa dei video­gio­chi e del­le tec­no­lo­gie digi­ta­li negli anni ‘80.

 

Que­sti pic­co­li alie­ni si pos­so­no tro­va­re dap­per­tut­to (e non scher­zo!); alcu­ni esem­pi dei posti più stra­ni in cui si pos­so­no tro­va­re que­sti mini-mosai­ci sono:

  • Sul­la let­te­ra “D”del­la cele­bre inse­gna “Hol­ly­wood” in Cali­for­nia;

  • Nei musei di tut­to il mon­do tra cui il Lou­vre;

Nell’ISS, la sta­zio­ne spa­zia­le inter­na­zio­na­le che orbi­ta a 400 km dal­la super­fi­cie ter­re­stre, instal­la­to pro­prio da Saman­tha Cri­sto­fo­ret­ti

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Oltre agli Spa­ce Inva­ders, l’artista uti­liz­za per­so­nag­gi di altri video­gio­chi come super Mario, Kir­by, Don­key Kong, per­so­nag­gi dei car­to­ni ani­ma­ti qua­li la Pan­te­ra Rosa, Bugs Bun­ny, lo Stre­gat­to e altri per­so­nag­gi di fan­ta­sia come Spi­der­man, la prin­ci­pes­sa Leia e Frank­en­stein.

Inva­der così, instal­lan­do il suo pri­mo mosai­co, ha ini­zia­to la sua “inva­sio­ne”, le sue ope­re sono infat­ti con­ce­pi­te come un vero e pro­prio attac­co da par­te dei pic­co­li alie­ni che, loca­liz­za­ti in pun­ti più o meno nasco­sti del­la cit­tà, è come se sfi­das­se­ro il visi­ta­to­re ad esse­re tro­va­ti

Lo street arti­st, oltre ad aver pro­dot­to cata­lo­ghi e map­pe del­le sue inva­sio­ni (world inva­sion map) con indi­ca­te tut­te le cit­tà col­pi­te dal­lo street arti­st, ha crea­to anche l’app “Flash Inva­ders”.

Quan­do ci si tro­va di fron­te ad uno Spa­ce Inva­der lo si “fla­sha” tra­mi­te l’applicazione, che gra­zie lo con­fron­ta con tut­ti gli Spa­ce Inva­ders del suo data­ba­se e con­va­li­da o meno lo scat­to. Ad ogni Spa­ce Inva­der è attri­bui­to un pun­teg­gio da 10 a 100 e il gio­co con­si­ste nell’accumulare più pun­ti pos­si­bi­li in modo da sali­re nel­la clas­si­fi­ca gene­ra­le, alla qua­le con­tri­bui­sco­no già più di 90.000 per­so­ne!

 

Quan­ti d’adesso in poi andran­no in giro a fla­sha­re gli Spa­ce Inva­ders?

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