la settima arte

La settima ARTE

Sia­mo abi­tua­ti a pen­sa­re che l’arte si tro­vi solo in quel­le ope­re incor­ni­cia­te, appe­se alle pare­ti di un museo e nel­le figu­re impri­gio­na­te nel mar­mo, che riman­go­no lì immo­bi­li in atte­sa che qual­cu­no si fer­mi e ne osser­vi i det­ta­gli. Soli­ta­men­te asso­cia­mo que­sta for­ma di espres­sio­ne a pit­tu­ra e scul­tu­ra in modo auto­ma­ti­co e qua­si incon­sa­pe­vo­le, ma che fine han­no fat­to le altre 5 del­le “set­te arti” di Canu­do?

Se pro­vas­si­mo a con­si­de­ra­re l’arte, come un lin­guag­gio ci sareb­be più faci­le capi­re l’immensa quan­ti­tà di codi­ci che carat­te­riz­za­no la crea­ti­vi­tà e gli infi­ni­ti modi che l’uomo usa per com­pren­der­la.

E’ dif­fi­ci­le in alcu­ni casi distin­gue­re la for­ma arti­sti­ca che abbia­mo di fron­te, per­ché ognu­na è lega­ta pro­fon­da­men­te a tut­te le altre ed il gio­co di richia­mi e cita­zio­ni che si crea è a dir poco sor­pren­den­te. For­se è pro­prio que­sto che cer­chia­mo in un’opera: la sua capa­ci­tà di stu­pir­ci e far­ci pen­sa­re “ma dove l’ho già visto?”.

Se ci con­cen­tras­si­mo sul­la set­ti­ma arte, ovve­ro il cine­ma, potrem­mo vede­re chia­ra­men­te come tut­to sia con­nes­so. Sce­ne ispi­ra­te a dipin­ti, film dedi­ca­ti ad arti­sti ed imma­gi­ni che pren­do­no vita. Sem­bra qua­si che i rife­ri­men­ti indi­ret­ti alle ope­re sia­no mes­si lì per crea­re com­pli­ci­tà e per “striz­za­re l’occhio” allo spet­ta­to­re.

Ragazza col turbante

Alcu­ni col­le­ga­men­ti sono rico­no­sci­bi­li, altri nasco­sti ed altri anco­ra sem­pli­ci somi­glian­ze, a vol­te invo­lon­ta­rie. Ciò che col­pi­sce però, è l’immensa quan­ti­tà di con­nes­sio­ni che ci cir­con­da­no, spes­so invi­si­bi­li anche se sot­to i nostri occhi.

arte
Ophelia

Oltre a col­pi­re e scuo­te­re emo­zio­ni, il cine­ma per­met­te di sco­pri­re cose nuo­ve o di vede­re ciò che già cono­scia­mo con occhi diver­si. Per­met­te di ricor­da­re even­ti pas­sa­ti, ci pro­iet­ta in sce­na­ri futu­ri e allo stes­so tem­po fa dimen­ti­ca­re il pre­sen­te.

Venere di Milo
La creazione di adamo
Il bacio
La ronda dei carcerati

Tut­to que­sto mostra come il cine­ma rac­chiu­da in sé più di quan­to ci si aspet­ti. E’ “la scul­tu­ra del tem­po” secon­do Andrej Tar­ko­v­skij, è musi­ca che scor­re ed è “la scrit­tu­ra moder­na il cui inchio­stro è la luce” per Jean Coc­teau.

Sofia Cic­cot­ta