LUPIN E DELUSIONE DA SECONDA STAGIONE? ECCO LA SOLUZIONE

Il prin­ci­pio fon­da­men­ta­le nel­la real­tà del­le serie tv è che la pri­ma sta­gio­ne sia qua­si sem­pre miglio­re del­le suc­ces­si­ve. È solo una mia opi­nio­ne?

Ci sono diver­se moti­va­zio­ni a soste­gno di que­sta ipo­te­si: alcu­ne sem­pli­ci date dall’effetto novi­tà, altre più com­ples­se come il mec­ca­ni­smo del­le sto­rie pen­sa­te per esse­re svi­lup­pa­te in pun­ta­te limi­ta­te e poi por­ta­te avan­ti per obbli­ghi di pro­du­zio­ne fino all’esaurimento del­le idee.

Nono­stan­te ciò, ogni vol­ta casco nel tra­nel­lo che mi ten­de Net­flix quan­do annun­cia l’arrivo di quei 5 nuo­vi epi­so­di dopo inter­mi­na­bi­li mesi di atte­sa e di logo­ra­men­to da trai­ler (che spes­so nem­me­no i più alle­na­ti rie­sco­no ad evi­ta­re).

Pro­prio quan­do arri­va il gran­de gior­no, quan­do ti pre­pa­ri a sta­re incol­la­to sul­lo scher­mo per 6 ore con­se­cu­ti­ve facen­do­ti dare per disper­so e quan­do sei pron­to a veder rea­liz­za­ta ogni tua aspet­ta­ti­va, pro­prio in que­sto momen­to arri­va la delu­sio­ne da secon­da sta­gio­ne: ter­ri­bi­le, impre­vi­sta, un incu­bo che diven­ta rea­le.

La cosa peg­gio­re è che la delu­sio­ne da secon­da sta­gio­ne non la si per­ce­pi­sce subi­to ma len­ta­men­te, pun­ta­ta dopo pun­ta­ta. La cilie­gi­na sul­la tor­ta? Fina­le aper­to che ti accom­pa­gna alla soglia di una ter­za sta­gio­ne, lascian­do­ti aspet­ta­re all’uscio per altri 6 mesi.

Lupin

3 SFUMATURE DI DELUSIONE

 Lupin, la serie tv fran­ce­se appro­da­ta su Net­flix a gen­na­io con pro­ta­go­ni­sta l’attore di Qua­si ami­ci Omar Sy, può esse­re una pro­va di que­sta teo­ria.

È usci­ta da poco la sta­gio­ne 2, impa­ra­go­na­bi­le rispet­to alla pri­ma, e in giro si pos­so­no già intra­ve­de­re i “delu­si”, distin­ti in tre tipi: gli ama­reg­gia­ti, rico­no­sci­bi­li dal­lo sguar­do malin­co­ni­co; gli spe­ran­zo­si, che cre­do­no che il nume­ro 3 pos­sa por­ta­re for­tu­na anche a Lupin; i resi­lien­ti (che det­ta così non ren­de l’idea ma ora vi spie­go).

Quest’ultima tipo­lo­gia ha deci­so di non arren­der­si di fron­te alla scon­fit­ta e si è rivol­ta a tut­to ciò che esi­ste su Lupin oltre alla serie. Li potre­te nota­re sul­la metro immer­si tra le pagi­ne di Arse­nio Lupin: il ladro gen­ti­luo­mo, roman­zo di Mau­ri­ce Leblanc, oppu­re li tro­ve­re­te a recu­pe­ra­re tut­te le pun­ta­te del famo­so ani­me sul tre­no Mila­no-Taran­to, viag­gio che comun­que non baste­rà per con­clu­der­le. 

In una qual­sia­si libre­ria, nel­la sezio­ne fumet­ti tro­ve­re­te gli appas­sio­na­ti del per­so­nag­gio dise­gna­to da Mon­key Punch (Lupin III) e nel­la sezio­ne DVD i ricer­ca­to­ri del film Il castel­lo di Caglio­stro diret­to da Hayao Miya­za­ki.

Lupin

I TRAVESTIMENTI DI LUPIN

 Tan­te ver­sio­ni di uno stes­so per­so­nag­gio con­trad­di­stin­to da ele­gan­za e attra­zio­ne per il dena­ro, un esper­to eccel­so nell’arte del fur­to e dell’inganno, saga­ce, iro­ni­co e abi­le tra­sfor­mi­sta.

Il Lupin ori­gi­na­le indos­sa le vesti di un mago: man­tel­lo nero e cap­pel­lo a cilin­dro con aggiun­ta di mono­co­lo, un mago del fur­to real­men­te esi­sti­to. Leblanc nel­la sua crea­zio­ne si ispi­rò infat­ti a Marius Jacob, anar­chi­co fran­ce­se abi­le nei tra­ve­sti­men­ti e nei sac­cheg­gi (che chia­ma­va “recu­pe­ri”) a dan­no del­la ric­ca bor­ghe­sia.

Nato nel 1879, arre­sta­to nel 1903, di lui si ricor­da­no le paro­le “una par­te del mon­do vive nel fred­do, nel­la fame, nel dolo­re. Io ho volu­to ven­di­car­la” e la genia­le idea del rospo come “palo” per le sue fughe dal­le sbar­re.

Tor­nan­do a Lupin, la ver­sio­ne in giac­ca e cra­vat­ta colo­ra­te e baset­to­ni impro­ba­bi­li rap­pre­sen­ta inve­ce la ter­za gene­ra­zio­ne del Lupin di Leblanc, in par­ti­co­la­re suo nipo­te. Que­sto lo stra­ta­gem­ma per adat­ta­re agli anni 70 il per­so­nag­gio del 1905 e rac­con­ta­re nuo­ve avven­tu­re con nuo­vi sog­get­ti.

Man­tie­ne i baset­to­ni ma è accom­pa­gna­to da un “mode­sto” accen­to roma­no la ver­sio­ne ita­lia­na di Lupin III nel cor­to­me­trag­gio “Baset­te” di Gabrie­le Mai­net­ti. Qui il ladro pro­ta­go­ni­sta si chia­ma Anto­nio e nel­la sto­ria sogna di diven­ta­re fur­bo come il suo eroe pre­fe­ri­to, Arse­nio Lupin III.

Lupin

Gli adat­ta­men­ti del ladro gen­ti­luo­mo non fini­sco­no qui e non c’è un pun­to nem­me­no per la serie tele­vi­si­va di Net­flix, che pro­se­gui­rà con una ter­za sta­gio­ne il cui obiet­ti­vo sarà man­te­ne­re alti stu­po­re e atten­zio­ne. Come? Tro­van­do il truc­co giu­sto e “ingan­nan­do” lo spet­ta­to­re, sen­za che capi­sca cosa ci sia die­tro le mos­se astu­te del pro­ta­go­ni­sta Assa­ne Diop.

Quest’ultimo con­ti­nue­rà a ispi­rar­si al miglio­re dei rapi­na­to­ri, colui che ha reso la fin­zio­ne un’arma raf­fi­na­ta, cono­sciu­to per i suoi mil­le vol­ti con un solo ed uni­co nome: Arse­nio Lupin.

Sofia Cic­cot­ta