Marò, Juneteenth, G7, ultima cena, Iran, Netanyahu

NEW5: Da Saman alla pena di morte per i blue jeans

Le 5 noti­zie del­la set­ti­ma­na che biso­gna sape­re: una ragaz­za di nome Saman col­pe­vo­le di voler esse­re libe­ra, il social del cri­mi­ne è dell’FBI, il G7 in Cor­no­va­glia, Ano­ny­mous vs Elon Musk e un nuo­vo capi­to­lo del­le fol­lie dell’imperatore Kim.

Marò, Juneteenth, G7, ultima cena, Iran, Netanyahu
SAMAN ABBAS, uccisa

Saman Abbas: uccisa per aver scelto di essere libera

Saman Abbas, diciot­ten­ne scom­par­sa di ori­gi­ne paki­sta­na, si era ribel­la­ta ad un

matri­mo­nio com­bi­na­to e la fami­glia ora è accu­sa­ta di omi­ci­dio pre­me­di­ta­to aggra­va­to. Gli inda­ga­ti risul­ta­no esse­re i geni­to­ri, due cugi­ni (uno è già sta­to arre­sta­to in Fran­cia) e uno zio, quest’ultimo con­si­de­ra­to l’esecutore mate­ria­le dell’omicidio. Il cor­po non è sta­to anco­ra tro­va­to, ma le for­ze dell’ordine stan­no setac­cian­do i cam­pi dell’azienda agri­co­la die­tro casa nel­la qua­le lavo­ra­va il padre, a Novel­la­ra, dove si pen­sa sia sta­ta sepol­ta. Nel 2020 la ragaz­za ave­va già espo­sto denun­cia per abu­si da par­te del­la fami­glia ed era sta­ta ospi­ta­ta in una casa-fami­glia, ma rag­giun­ta la mag­gio­re età ave­va deci­so di tor­na­re a casa, pro­ba­bil­men­te per chie­de­re di ria­ve­re i docu­men­ti. Le denun­ce del­la ragaz­za non sono sta­te suf­fi­cien­ti, è sta­ta pri­va­ta del­la liber­tà di costruir­si il futu­ro che desi­de­ra­va e di allon­ta­nar­si da quel­lo che le era sta­to impo­sto.

Appro­fon­di­men­to.

Un gigantesco tranello dell’FBI

ANoM era una del­le piat­ta­for­me più uti­liz­za­te per scam­bia­re mes­sag­gi con coper­tu­ra crit­to­gra­fi­ca end-to-end, che garan­ti­va la sicu­rez­za e l’anonimato del­le con­ver­sa­zio­ni, tan­to da esse­re uti­liz­za­ta in diver­si pae­si da orga­niz­za­zio­ni cri­mi­na­li. In real­tà dal 2018 l’FBI ave­va 

fbi, ANoM

pre­so il con­trol­lo dell’applicazione per por­ta­re a ter­mi­ne un’operazione che ha visto coin­vol­ti 27 milio­ni di mes­sag­gi tra oltre 12 mila uten­ti in più di cen­to pae­si in tut­to il mon­do. Col­pi­ti i car­tel­li suda­me­ri­ca­ni, le tria­di asia­ti­che, le orga­niz­za­zio­ni cri­mi­na­li medio­rien­ta­li ed euro­pee, sono sta­te arre­sta­te più di 800 per­so­ne, seque­stra­te otto ton­nel­la­te di cocai­na, 22 di can­na­bis e due di dro­ghe sin­te­ti­che. Inol­tre, è sta­to pos­si­bi­le sven­ta­re 21 omi­ci­di tra cui la stra­ge di una fami­glia che avreb­be visto coin­vol­te cin­que per­so­ne. L’operazione anti­cri­mi­ne Iron­si­de è sta­ta defi­ni­ta come “una del­le mag­gio­ri e più sofi­sti­ca­te ope­ra­zio­ni di poli­zia di sem­pre”.

Che cos’è ANoM.

Riunione dei leader del G7 in Cornovaglia

Il gover­no bri­tan­ni­co, che pre­sie­de il ver­ti­ce, ha annun­cia­to che l’obiettivo è por­re fine alla pan­de­mia e la pre­si­den­te del­la Com­mis­sio­ne Ue, Ursu­la Von der Leyen, lo sot­to­li­nea in un tweet dicen­do che “la pri­ma ses­sio­ne del G7 riflet­te la nostra prio­ri­tà comu­ne: assi­cu­ra­re una

G7, CORNOVAGLIA

ripre­sa per tut­ti. Garan­ti­re­mo a chi è sta­to più col­pi­to dal­la pan­de­mia di non esse­re lascia­to indie­tro”. Nel 160esimo anno di rela­zio­ni bila­te­ra­li tra Ita­lia e USA, il pre­mier Mario Dra­ghi ha rin­gra­zia­to Joe Biden per il suo impe­gno nei con­fron­ti dell’Unione Euro­pea e ha sot­to­li­nea­to come, nono­stan­te il qua­dro poli­ti­co ita­lia­no cam­bi spes­so, la pro­fon­da allean­za con gli USA non cam­bi mai. Dra­ghi ha dichia­ra­to che “con Biden sia­mo d’accordo su mol­ti temi: don­ne, gio­va­ni, dife­sa degli ulti­mi, dirit­ti uma­ni, dirit­ti civi­li, dirit­ti socia­li e tute­la dell’ambiente che è il tema chia­ve del­la nostra pre­si­den­za del G20”.

Appro­fon­di­men­to.

Le 3 accuse di anonymous a Elon musk

ANONYMOUS , Elon Musk

In 3 minu­ti e 47 secon­di, il col­let­ti­vo hac­ker, Ano­ny­mous denun­cia e dichia­ra guer­ra al suo nuo­vo nemi­co, il CEO di Tesla, Elon Musk.

Sono 3 i capi d’accusa:

 

  • Con i suoi tweet e le sue dichia­ra­zio­ni riguar­do le crip­to­va­lu­te avreb­be “distrut­to mol­te vite”, facen­do crol­la­re in poche set­ti­ma­ne il valo­re del bit­coin da 60mila dol­la­ri a 30mila, dimi­nuen­do­si, for­se incon­sa­pe­vol­men­te, anche il pro­prio patri­mo­nio del 24%.
  • Musk non è un impren­di­to­re “buo­no”, non è e non sarà il sal­va­to­re del mon­do, ma è vit­ti­ma di un com­ples­so di supe­rio­ri­tà. Ne sareb­be­ro la pro­va le intol­le­ra­bi­li con­di­zio­ni di lavo­ro nel­le sue fab­bri­che Tesla e lo sfrut­ta­men­to del lavo­ro mino­ri­le nel­le minie­re degli sta­ti dit­ta­to­ria­li dove vie­ne estrat­to il litio per le bat­te­rie del­le sue auto.
  • Non è lui il fon­da­to­re di Tesla. Vero. La Tesla Motors è sta­ta fon­da­ta nel 2003 da Mar­tin Ebe­rhard e Marc Tar­pen­ning. Musk entra a far par­te del­la socie­tà nel 2004 come prin­ci­pa­le inve­sti­to­re. Nel 2008, con l’inizio del­la cri­si finan­zia­ria, vie­ne nomi­na­to CEO, estro­met­ten­do dal­la socie­tà i due soci fon­da­to­ri e cam­bian­do nome all’azienda in Tesla Inc.

Appro­fon­di­men­to.

In Corea del Nord La cultura occidentale è un reato capitale

COREA DEL NORD, reato capitale

Kim Jong-un col­pi­sce anco­ra. Pro­mul­ga­ta in Corea del Nord la leg­ge con­tro il “pen­sie­ro rea­zio­na­rio”. Sco­po del­la leg­ge è allon­ta­na­re le gio­va­ni gene­ra­zio­ni dal­la cul­tu­ra capi­ta­li­sta di stam­po occi­den­ta­le. Lo sti­le di vita e il pen­sie­ro devo­no esse­re influen­za­ti solo

ed esclu­si­va­men­te dal­la cul­tu­ra nor­d­co­rea­na.

Non si può usu­frui­re di nes­sun tipo di media, inclu­si film e musi­ca, di ori­gi­ne occi­den­ta­le, giap­po­ne­se o sud­co­rea­na.

Non si pos­so­no uti­liz­za­re lin­gue, espres­sio­ni, o slang stra­nie­ri che non sia­no già di uso comu­ne.

Non è auto­riz­za­to alcun social net­work e l’utilizzo di inter­net.

Vie­ta­to indos­sa­re jeans attil­la­ti o por­ta­re un taglio di capel­li non com­pre­so tra i 15 auto­riz­za­ti dal gover­no.

Le pene van­no dai 15 anni di pri­gio­nia, in un cam­po di inter­na­men­to, alla pena di mor­te.

 

Appro­fon­di­men­to.

 

Auro­ra Saba­to e Andrea Petroz­zi