Marò, Juneteenth, G7, ultima cena, Iran, Netanyahu

NEW5: Dal caso Marò alla satira cinese sul G7

Le 5 noti­zie del­la set­ti­ma­na che biso­gna sape­re: fini­ta l’odis­sea dei Marò, una nuo­va festa negli USA, le ele­zio­ni pre­si­den­zia­li in Iran, basta Neta­nya­hu e l’ulti­ma cena del G7.

Marò, Juneteenth, G7, ultima cena, Iran, Netanyahu

Il caso Marò è chiuso

L’india chiu­de il caso giu­di­zia­rio nei con­fron­ti di Sal­va­to­re Giro­ne e Mas­si­mi­lia­no Lator­re, i due Marò accu­sa­ti di aver ucci­so due pesca­to­ri india­ni al lar­go del­le coste del Kera­la nel feb­bra­io del 2012. La Cor­te Supre­ma india­na ha accet­ta­to 1,1 milio­ni di euro di

marò

risar­ci­men­to per le fami­glie del­le vit­ti­me. La noti­zia è accol­ta con entu­sia­smo dal mini­stro degli Este­ri, Lui­gi di Maio, e dal com­mis­sa­rio euro­peo all’Economia ed ex pre­mier Pao­lo Gen­ti­lo­ni che in un tweet dice “si chiu­de il caso con l’India. Un suc­ces­so del­la diplo­ma­zia ita­lia­na”. Al con­tra­rio, la moglie di Lator­re, Pao­la Moschet­ti, affer­ma che in tut­ti que­sti anni è sta­ta costret­ta a par­la­re a nome del mari­to, poi­ché a lui è sta­to vie­ta­to di par­la­re pena pesan­ti san­zio­ni, e sostie­ne che “per la poli­ti­ca ita­lia­na sia­mo sta­ti car­ne da macel­lo”.

Appro­fon­di­men­to e dichia­ra­zio­ni.

juneteenth

Il juneteenth diventa una festa federale

Il 19 giu­gno rap­pre­sen­ta ora la gior­na­ta nazio­na­le per com­me­mo­ra­re la fine del­la schia­vi­tù negli Sta­ti Uni­ti. La gior­na­ta ricor­da il 19 giu­gno del 1865 quan­do ven­ne

annun­cia­ta la libe­ra­zio­ne degli schia­vi neri d’America. È una ricor­ren­za annua­le cele­bra­ta da più di 150 anni, soprat­tut­to dal­la comu­ni­tà afroa­me­ri­ca­na, ma le pro­te­ste a segui­to del­la mor­te di Geor­ge Floyd ripor­ta­ro­no a gal­la la que­stio­ne di far pas­sa­re il june­teenth da ricor­ren­za a festa nazio­na­le. La fir­ma di Joe Biden è arri­va­ta il gior­no dopo il voto al Con­gres­so, pas­sa­to con 415 a favo­re e 14 con­tra­ri. Ren­den­do il june­teenth festa fede­ra­le, il pre­si­den­te degli Sta­ti Uni­ti sot­to­li­nea il suo obiet­ti­vo di voler tute­la­re tut­ti gli ame­ri­ca­ni, volen­do eli­mi­na­re le disu­gua­glian­ze e il raz­zi­smo siste­ma­ti­co pre­sen­te nel pae­se e sot­to­li­nea come “que­sto reste­rà uno dei miei più gran­di ono­ri da pre­si­den­te”.

Appro­fon­di­men­to.

Ebrahim Raisi 8° presidente dell’iran

Con un’affluenza degli aven­ti dirit­to al voto del 48,8%, la più bas­sa del­la sto­ria ira­nia­na, e aggiu­di­can­do­si 17.926.345 voti, è sta­to elet­to pre­si­den­te del­la Repub­bli­ca Isla­mi­ca dell’Iran l’ultraconservatore Ebra­him Rai­si. Nel 2019 era sta­to scel­to come pre­si­den­te del­la Cor­te Supre­ma, di cui ne era già sta­to vice e pro­cu­ra­to­re gene­ra­le. Sem­pre nel 2019 ave­va rice­vu­to san­zio­ni dagli Sta­ti Uni­ti per vio­la­zio­ne dei dirit­ti uma­ni, essen­do con­si­de­ra­to fra i respon­sa­bi­li del­le ese­cu­zio­ni dei pri­gio­nie­ri dis­si­den­ti poli­ti­ci ira­nia­ni del 1988. 

 

EBRAHIM RAISI, Iran

Il 3 ago­sto entre­rà in cari­ca suc­ce­den­do ad Has­san Rou­ha­ni, rima­sto in cari­ca per 8 anni.

La sua pri­ma dichia­ra­zio­ne da pre­si­den­te? “Non incon­tre­rò Biden”.

E men­tre a Vien­na già si discu­te per un nuo­vo accor­do nuclea­re con l’Iran, la cen­tra­le nuclea­re di Bushehr nel sud del Pae­se vie­ne chiu­sa per un gua­sto tec­ni­co.

Appro­fon­di­men­to.

Finita l’età israeliana di netanyahu

NETANYAHU, israele

Dopo 15 anni, 92 gior­ni e dopo aver rico­per­to 2 man­da­ti, il pri­mo negli anni ‘90 e il secon­do dal 2009 ad oggi, Ben­ja­min Neta­nya­hu non è più Pri­mo mini­stro di Israe­le.

Duran­te il suo gover­no è sta­to più vol­te accu­sa­to di cor­ru­zio­ne, fro­de e abu­so d’ufficio; è sta­to cri­ti­ca­to per aver sem­pre cer­ca­to di evi­ta­re una solu­zio­ne di pace con la Pale­sti­na, per la sua linea dura nel con­flit­to sul­la stri­scia

di Gaza e a segui­to di sue dichia­ra­zio­ni l’opposizione è sta­to defi­ni­to un nega­zio­ni­sta dell’Olocausto.

Non aven­do otte­nu­to la mag­gio­ran­za all’elezioni di mar­zo, il pre­si­den­te d’Israele Rivlin ha nomi­na­to Pri­mo mini­stro, per 2 anni, il lea­der del par­ti­to di estre­ma destra Naf­ta­li Ben­net, a cui suben­tre­rà poi Yair Lapid, lea­der del par­ti­to cen­tri­sta lai­co.

 

Appro­fon­di­men­to.

g7, satira

Quando la satira incontra l’arte

523 anni fa l’opera rap­pre­sen­ta­va un tavo­lo, Gesù nel mez­zo e i 12 apo­sto­li intor­no.

 

Oggi l’opera nel mez­zo ha un’aquila (USA), che si pre­pa­ra a ser­vi­re una tor­ta a for­ma di Cina e che tra­sfor­ma la car­ta igie­ni­ca in dol­la­ri.

Alla sua destra un lupo esi­tan­te (Ita­lia) che sem­bra voler­si tira­re indie­tro da un’accordo, una vol­pe (Giap­po­ne) che ver­sa vele­no ai com­men­sa­li, un can­gu­ro (Austra­lia) che affer­ra dei dol­la­ri ame­ri­ca­ni dal tavo­lo con una mano e nascon­de sol­di cine­si nell’altra, e un fal­co (Ger­ma­nia) in una posa fami­lia­re.

Alla sua sini­stra un leo­ne (Regno Uni­to) e un casto­ro (Cana­da) pro­stra­ti in segno di devo­zio­ne, un gal­lo (Fran­cia) total­men­te indif­fe­ren­te e infi­ne un ele­fan­te (India) attac­ca­to ad una fle­bo ma igno­ra­to da tut­ti.

Ai pie­di del tavo­lo una rana (Tai­wan) che ten­ta di raci­mo­la­re le bri­cio­le e i dol­la­ri che cado­no dal tavo­lo.

Appro­fon­di­men­to.

Andrea Petroz­zi e Auro­ra Saba­to