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NEW5: Dal lutto nazionale alla Nazionale

Le 5 noti­zie del­la set­ti­ma­na che biso­gna sape­re: la mor­te del­la Car­rà, l’assassinio di un pre­si­den­te, la nuo­va cor­sa allo spa­zio e la Nazio­na­le ita­lia­na sul tet­to d’Europa.

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Ciao Raffaella

Raf­fael­la Car­rà si è spen­ta all’età di 78 anni in segui­to a una lun­ga malat­tia. L’annuncio è sta­to dato da Ser­gio Japi­no che ha scrit­to “Raf­fael­la ci ha lascia­ti. È anda­ta in un mon­do miglio­re, dove la sua uma­ni­tà, la sua incon­fon­di­bi­le risa­ta

Raffaella Carrà

e il suo straor­di­na­rio talen­to risplen­de­ran­no per sem­pre”. I fune­ra­li si sono svol­ti pres­so la chie­sa di San­ta Maria in Ara Coe­li, che si affac­cia sul Cam­pi­do­glio e dove ami­ci, per­so­nag­gi noti e fan si sono reca­ti per por­ger­le l’ultimo salu­to. Defi­ni­ta la regi­na del­la tv ita­lia­na, sho­w­girl, bal­le­ri­na, attri­ce, can­tan­te, con­dut­tri­ce e autri­ce tele­vi­si­va, accla­ma­ta anche all’estero soprat­tut­to in Spa­gna e Ame­ri­ca Lati­na. Uni­ca e ama­ta da tut­ti, reste­rà immor­ta­le e con­ti­nue­re­mo a bal­la­re sul­le note del­la sua musi­ca.

L’ultima inter­vi­sta a “Che tem­po che fa”.

Assassinato il presidente di Haiti

Il pre­si­den­te di Hai­ti Jove­nel Moi­se è sta­to assas­si­na­to dal­lo “squa­dro­ne del­la mor­te” che ha fat­to irru­zio­ne nel­la sua resi­den­za, feren­do anche la moglie che è sta­ta poi tra­spor­ta­ta in gra­vi con­di­zio­ni a Mia­mi. Il grup­po respon­sa­bi­le dell’omicidio è com­po­sto alme­no da 26

presidente Haiti, Jovenel Moise

colom­bia­ni e due ame­ri­ca­ni di ori­gi­ne hai­tia­na e pro­prio que­sti ulti­mi due han­no con­fes­sa­to che “la mis­sio­ne era arre­sta­re il pre­si­den­te Moi­se, nell’ambito dell’esecuzione di un man­da­to di cat­tu­ra di un giu­di­ce istrut­to­re, e non di ucci­der­lo”. La pro­cu­ra di Port-au-Prin­ce ha con­vo­ca­to i respon­sa­bi­li del­la sicu­rez­za del pre­si­den­te per fare chia­rez­za sull’accaduto, poi­ché si sup­po­ne com­pli­ci­tà fino ai mas­si­mi livel­li dei ser­vi­zi di sicu­rez­za pre­si­den­zia­li.

Appro­fon­di­men­to.

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La cor­sa allo spa­zio ha due nuo­vi pro­ta­go­ni­sti, Richard Bran­son, fon­da­to­re del Vir­gin Group, e Jeff Bezos, fon­da­to­re di Ama­zon. L’obbiettivo non è rag­giun­ge­re la Luna o Mar­te, ma dare il via al turi­smo spa­zia­le. Alla modi­ca cifra di cir­ca 200mila dol­la­ri, all’asta il bigliet­to rag­giun­ge anche i 20 milio­ni,

sarà pos­si­bi­le pro­va­re sul pro­prio cor­po l’assenza di gra­vi­ta supe­ran­do pri­ma la meso­sfe­ra e poi avvi­ci­nan­do­si alla linea di Kar­man, la linea imma­gi­na­ria che con­ven­zio­nal­men­te segna, a 100km sopra il livel­lo del mare, il “con­fi­ne” fra ter­ra e spa­zio. Nel­la nuo­va cor­sa allo spa­zio al momen­to è in van­tag­gio Bran­son, dome­ni­ca 11 luglio, a bor­do del­la sua Spa­ce Ship Two, ha effet­tua­to il pri­mo volo turi­sti­co del­la sto­ria con pas­seg­ge­ri civi­li.

 

There’s a star­man wai­ting in the sky…

Berrettennis…

Dome­ni­ca 11 luglio, ore 15.00, Wim­ble­don, cam­po prin­ci­pa­le del Cen­tre Court, la mec­ca del ten­nis, la stes­sa erba cal­pe­sta­ta da Bjorn Borg, John McEn­roe, Pete Sam­pras, Andre Agas­si, Boris Bec­ker, potrei anda­re avan­ti per ore con una lista infi­ni­ta di leg­gen­de del­lo sport… quel­la stes­sa erba è sta­ta cal­pe­sta­ta da Mat­teo Ber­ret­ti­ni, l’italiano nume­ro 8 al mon­do, pri­mo fina­li­sta ita­lia­no del­la sto­ria di Wim­ble­don. Il riva­le è il ser­bo Novak Djo­ko­vic, pri­mo al mon­do da 329 set­ti­ma­ne. Dopo un

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fan­ta­sti­co pri­mo set vin­to in rimon­ta dall’italiano per 7-6, il ser­bo ha avu­to stra­da faci­le, in 3 set (6-4, 6-4, 6-3) si è aggiu­di­ca­to il suo sesto tito­lo ingle­se e ven­te­si­mo Gran­de Slam.

 

Rias­sun­to del match.

… pooo po po po po pooo po

Una con­so­nan­te e due let­te­re che dome­ni­ca not­te han­no riem­pi­to la gola di ogni ita­lia­no tifo­so e non. Una can­zo­ne degli anni 90’ e un coro sim­bo­lo del­la con­qui­sta di Ber­li­no nel 2006, han­no accom­pa­gna­to la nostra Nazio­na­le a scon­fig­ge­re l’Inghilterra ai cal­ci di rigo­ri. Se solo 3 anni fa, nel 2018, non

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qua­li­fi­can­do­ci ai Mon­dia­li, raschia­va­mo il fon­do del bari­le del­la nostra sto­ria cal­ci­sti­ca, oggi gra­zie all’eroica impre­sa del ct. Rober­to Man­ci­ni sia­mo tor­na­ti ai gior­ni di Lip­pi e Bear­zot. Nel­la para­ta di Don­na­rum­ma, nel­la cop­pa alza­ta da Chiel­li­ni e nel­le lacri­me di Man­ci­ni e Vial­li c’è la voglia di por­re fine ai due anni più tra­gi­ci del­la sto­ria ita­lia­na dal dopo­guer­ra. Vin­ce­re è signi­fi­ca­to lasciar­si alle spal­le, dimen­ti­ca­re per una not­te, i camion pie­ni di bare in una Ber­ga­mo vuo­ta, le piz­ze fat­te in casa, la ricer­ca spa­smo­di­ca di lie­vi­to nei super­mer­ca­ti, le ape­ri­chat, la DAD, i segni del­le masche­ri­ne sui vol­ti…

 

Sem­pli­ce­men­te Cares­sa e Ber­go­mi.

 

 

 

Andrea Petroz­zi e Auro­ra Saba­to