Marò, Juneteenth, G7, ultima cena, Iran, Netanyahu

NEW5: Dal processo Ilva al fallimento della Chiesa

Le 5 noti­zie del­la set­ti­ma­na che biso­gna sape­re: “giu­sti­zia per Taran­to”, libe­ro lo scan­na­cri­stia­ni di Cosa Nostra, l’ennesimo disa­stro ambien­ta­le, resta in car­ce­re Patrick Zaki e le dimis­sio­ni di un car­di­na­le.

Marò, Juneteenth, G7, ultima cena, Iran, Netanyahu

Condannati a 22 e 20 anni gli ex proprietari dell’Ilva di Taranto 

Taranto

La Cor­te di Assi­se di Taran­to ha con­dan­na­to gli ex pro­prie­ta­ri e ammi­ni­stra­to­ri dell’ex Ilva di Taran­to, Fabio e Nico­la Riva, rispet­ti­va­men­te a 22 e 20 anni di car­ce­re. La con­dan­na è rela­ti­va alla gestio­ne, da par­te del grup­po Riva, del­lo sta­bi­li­men­to side­rur­gi­co del­la cit­tà puglie­se tra il 1995 e il 2013

per rea­ti di disa­stro ambien­ta­le, avve­le­na­men­to di sostan­ze ali­men­ta­ri e omis­sio­ne dolo­sa di cau­te­le sui luo­ghi di lavo­ro. Il pro­ces­so chia­ma­to “Ambien­te Sven­du­to” coin­vol­ge anche l’ex pre­si­den­te del­la regio­ne Puglia, Nichi Ven­do­la, che è sta­to con­dan­na­to a tre anni e mez­zo di reclu­sio­ne con l’accusa di con­cus­sio­ne aggra­va­ta per aver fat­to pres­sio­ni ad Arpa Puglia affin­ché modi­fi­cas­se i risul­ta­ti del­le ana­li­si sul­le emis­sio­ni, mostran­do livel­li ridot­ti di sostan­ze noci­ve. Il pre­si­den­te del­la Cor­te, Ste­fa­nia D’Errico, ha dispo­sto degli ordi­ni di risar­ci­men­to prov­vi­so­ri per le per­so­ne coin­vol­te dai dan­ni ambien­ta­li cau­sa­ti dall’ex Ilva.

L’approfondimento.

Dura lex… sed lex: libero dopo 25 anni Giovanni Brusca

Pen­ti­to ex capo­ma­fia fede­lis­si­mo di Totò Rii­na, fu lui ad azio­na­re il tele­co­man­do che pro­vo­cò la stra­ge di Capa­ci il 23 mag­gio 1992, nel­la qua­le mori­ro­no Gio­van­ni Fal­co­ne, Fran­ce­sca Mor­vil­lo, gli agen­ti del­la scor­ta Vito

GIOVANNI BRUSCA, Totò Riina

Schi­fa­ni, Roc­co Dicil­lo e Anto­nio Mon­ti­na­ro. “Anco­ra oggi non rie­sco a ricor­da­re tut­ti, uno per uno, i nomi di quel­li che ho ucci­so”. Dopo più di 150 omi­ci­di, aver scon­ta­to 25 anni di car­ce­re e aver col­la­bo­ra­to con la giu­sti­zia ita­lia­na, ora sarà sot­to­po­sto a pro­te­zio­ne e a quat­tro anni di liber­tà vigi­la­ta. I fami­lia­ri del­le vit­ti­me dell’ex boss mafio­so si sono det­ti “tra­di­ti dal­lo Sta­to”, men­tre “uma­na­men­te è una noti­zia che mi addo­lo­ra, ma que­sta è la leg­ge e va rispet­ta­ta” sono le paro­le di Maria Fal­co­ne. L’articolo 27 del­la Costi­tu­zio­ne ita­lia­na sostie­ne che il car­ce­re ha una fun­zio­ne rie­du­ca­ti­va e se Gio­van­ni Bru­sca è sta­to scar­ce­ra­to è frut­to pro­prio del lavo­ro di Gio­van­ni Fal­co­ne.

L’intervista a Gio­van­ni Bru­sca.

Disastro ambientale in Sri Lanka

La nave MV X-Press Pearl, che tra­spor­ta­va sostan­ze chi­mi­che peri­co­lo­se, ha pre­so fuo­co al lar­go del­la costa occi­den­ta­le del pae­se. L’incendio è sta­to spen­to sola­men­te 12 gior­ni dopo, ovve­ro mar­te­dì 1 giu­gno, ma nel frat­tem­po aci­do nitri­co, idros­si­do di sodio e altri com­po­nen­ti chi­mi­ci peri­co­lo­si,

disastro ambientale, sri lanka

non­ché ton­nel­la­te di gra­nu­li di mate­rie pla­sti­che, han­no inon­da­to i lito­ra­li e le zone di pesca. I ten­ta­ti­vi effet­tua­ti per tra­sci­na­re il relit­to più lon­ta­no dal­la costa sono fal­li­ti e ora la por­ta­con­tai­ner sta affon­dan­do. La nave tra­spor­ta­va 348 ton­nel­la­te di olio com­bu­sti­bi­le che ora rischia di fuo­riu­sci­re dai ser­ba­toi di car­bu­ran­te e disper­der­si in mare, pro­vo­can­do una seria e peri­co­lo­sa deva­sta­zio­ne di flo­ra e fau­na mari­na. È sta­to defi­ni­to uno dei peg­gio­ri disa­stri ambien­ta­li del­la sto­ria del­lo Sri Lan­ka.

L’approfondimento.

Altri 45 giorni, PatriCk zaki Compierà i 30 anni in cella

Patrick Zaki

Minac­cia alla sicu­rez­za nazio­na­le, inci­ta­men­to alle pro­te­ste ille­ga­li, sov­ver­sio­ne, dif­fu­sio­ne di fal­se noti­zie e pro­pa­gan­da per il ter­ro­ri­smo. Que­sti sono sono i capi d’accusa che da qua­si 500 gior­ni con­dan­na­no e trat­ten­go­no Patrick

Zaki, atti­vi­sta egi­zia­no e stu­den­te dell’Università di Bolo­gna, nel­la pri­gio­ne di Tora.

Car­ce­re riser­va­to ai cri­mi­na­li, dis­si­den­ti e oppo­si­to­ri poli­ti­ci.

Le pro­ve del­la sua col­pe­vo­lez­za sareb­be­ro dei post su Face­book con cui Patrick avreb­be dif­fu­so all’estero noti­zie riguar­do il regi­me e il gover­no egi­zia­no.

Di vol­ta in vol­ta, in atte­sa sem­pre di una nuo­va udien­za, il tri­bu­na­le com­pe­ten­te rin­no­va e pro­lun­ga, pri­ma di 15 in 15 e ora di 45 in 45 gior­ni, la deten­zio­ne pre­ven­ti­va.

L’1 giu­gno la Pro­cu­ra del Cai­ro ha con­fer­ma­to il rin­no­vo del­la custo­dia cau­te­la­re.

Come l’anno scor­so Patrick Zaki pas­se­rà il suo com­plean­no sul pavi­men­to di una cel­la.

 

L’approfondimento.

La chiesa è “ad un punto morto”

L’arcivescovo di Mona­co e Fri­sin­ga, il car­di­na­le Rei­n­hard Marx, mem­bro del Con­si­glio dei car­di­na­li, ha pre­sen­ta­to ha Papa Fran­ce­sco le pro­prie dimis­sio­ni. Pri­ma con una let­te­ra pri­va­ta al pon­te­fi­ce e poi con una dichia­ra­zio­ne pub­bli­ca, il car­di­na­le Marx si è assun­to la respon­sa­bi­li­tà, ma non la col­pa, di non

chiesa, punto morto

aver sapu­to con­tra­sta­re i feno­me­ni di abu­so ses­sua­le avve­nu­ti nel­la sua arci­dio­ce­si.

L’esito del rap­por­to com­mis­sio­na­to dal­la Chie­sa tede­sca nel 2018 (3667 vit­ti­me di abu­si ses­sua­li in 68 anni) e le nume­ro­se inchie­ste attua­li, sareb­be­ro le pro­ve dei suoi “mol­ti fal­li­men­ti per­so­na­li e ammi­ni­stra­ti­vi” e dei “fal­li­men­ti isti­tu­zio­na­li o siste­mi­ci” del­la Chie­sa.

 

L’approfondimento.

 

Auro­ra Saba­to e Andrea Petroz­zi