Marò, Juneteenth, G7, ultima cena, Iran, Netanyahu

NEW5: Dalla tragedia della funivia alla triste storia di Musa Balde

Le 5 noti­zie del­la set­ti­ma­na che biso­gna sape­re:

una tra­ge­dia evi­ta­bi­le, l’ultimo acqui­sto di Ama­zon, la fine di una gogna poli­ti­ca, Biden e la fami­glia Floyd e un sui­ci­dio cau­sa­to dal raz­zi­smo.

Marò, Juneteenth, G7, ultima cena, Iran, Netanyahu

14 VITTIME E 1 SUPERSTITE

Jeff Bezos, Amazon, funivia, Biden, George Floyd, Musa Balde

Quan­do la cabi­na di una funi­via si stac­ca dal­la fune traen­te, a cau­sa di un cedi­men­to strut­tu­ra­le, e ini­zia a retro­ce­de­re velo­ce­men­te ci pen­sa il siste­ma fre­nan­te di emer­gen­za ad inter­rom­pe­re la cor­sa.

Ecco cosa sareb­be dovu­to acca­de­re dome­ni­ca 23 mag­gio sul­la funi­via Stre­sa-Alpi­no-Mot­ta­ro­ne.

Ecco inve­ce cosa è suc­ces­so: la cabi­na si è stac­ca­ta dal­la fune traen­te, è retro­ces­sa velo­ce­men­te, nes­su­na fre­na­ta d’emergenza, si è sgan­cia­ta dal­la fune por­tan­te, ha urta­to uno dei pilo­ni e dopo una cadu­ta di 20m si è schian­ta­ta al suo­lo. Del­le 15 per­so­ne a bor­do 14 sono mor­te, 2 anni la vit­ti­ma più gio­va­ne e 81 la più anzia­na, l’unico super­sti­te è il pic­co­lo Eitan, 5 anni, che nell’incidente ha per­so i geni­to­ri, il fra­tel­li­no mino­re e i bisnon­ni.

Ora ad esse­re sot­to inchie­sta è Gabrie­le Tar­di­ni, il capo­ser­vi­zio del­la funi­via, accu­sa­to di omi­ci­dio col­po­so plu­ri­mo e di rimo­zio­ne dolo­sa di cau­te­le con­tro gli infor­tu­ni sul lavo­ro, col­pe­vo­le di aver con­sa­pe­vol­men­te mano­mes­so il siste­ma fre­nan­te per con­sen­ti­re l’utilizzo del­la funi­via altri­men­ti bloc­ca­ta per un mal­fun­zio­na­men­to non risol­to del­lo stes­so siste­ma. Come pro­ce­de l’inchiesta.

QUESTA VOLTA A RUGGIRE È JEFF BEZOS

Pos­sie­de la più gran­de inter­net com­pa­ny del mon­do, una socie­tà di voli spa­zia­li, il The Washing­ton Post, è da 5 anni il pri­mo in clas­si­fi­ca nel­la The World’s Bil­lio­nai­res di For­bes, con un patri­mo­nio attua­le di 187.5 miliar­di di dol­la­ri.

Jeff Bezos, Amazon, funivia, Biden, George Floyd, Musa Balde

Ave­te pre­sen­te tut­ti quei film che ini­zia­no con un leo­ne che rug­gi­sce sot­to la scrit­ta Metro-Goldw­yn-MayerOra anche tut­ti quei film sono suoi, di Jeff Bezos. Gli MGM Stu­dios Inc. sono sta­ti acqui­si­ti da Ama­zon per 8.45 miliar­di dol­la­ri. Gli Ama­zon Stu­dios e Pri­me Video ora con­trol­la­no una cine-libre­ria da 4100 tito­li, 208 Pre­mi Oscar e i dirit­ti e i fran­chi­se di impor­tan­tis­si­me saghe cine­ma­to­gra­fi­che. Roc­ky Bal­boa e James Bond ades­so sono pro­prie­tà di Jeff Bezos.  La stra­te­gia di Bezos.

LA GIUSTIZIA VA FATTA NEI TRIBUNALI, NON NEI DIBATTITI POLITICI

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Imma­gi­na­te di rico­pri­re un ruo­lo pub­bli­co, un ruo­lo impor­tan­te, tipo quel­lo del sin­da­co; imma­gi­na­te poi di fini­re al cen­tro di un’inchiesta per tur­ba­ti­va d’asta. 

Anche se per i tri­bu­na­li e la giu­sti­zia non si sa anco­ra se sie­te inno­cen­ti o col­pe­vo­li, le for­ze poli­ti­che avver­sa­rie, e non, per qual­che moti­vo già san­no che voi sie­te col­pe­vo­li e ini­zia­no a gri­da­re e pre­ten­de­re a gran voce le vostre dimis­sio­ni. Par­te la gogna media­ti­ca, su gior­na­li e tele­vi­sio­ni la vostra fac­cia e la scrit­ta ver­go­gna, ami­ci e col­le­ghi di par­ti­to che indi­gna­ti vi rin­ne­ga­no e vi abban­do­na­no. Voi però sape­te di esse­re inno­cen­ti ma sie­te giu­di­ca­ti e con­dan­na­ti da un pro­ces­so poli­ti­co pub­bli­co e media­ti­co, non da uno giu­ri­di­co. Stre­ma­ti dal­la giu­sti­zia popo­la­re ras­se­gna­te le vostre dimis­sio­ni.

Ma dopo qual­che tem­po la Giu­sti­zia vera, quel­la con la G maiu­sco­la, vi assol­ve per­ché il rea­to che vi con­te­sta­no non sus­si­ste. Baste­reb­be chie­der­vi solo scu­sa? Que­sto è quel­lo che è suc­ces­so a Simo­ne Ugget­ti, ormai ex sin­da­co di Lodi e espo­nen­te del Par­ti­to Demo­cra­ti­co, assol­to con for­mu­la pie­na dopo 5 anni di pro­ces­so da tut­ti i capi d’accusa.

 

Le scu­se dell’onorevole Di Maio.

JOE BIDEN INCONTRA ALLA CASA BIANCA LA FAMIGLIA DI GEORGE FLOYD

A un anno di distan­za dall’omicidio di Geor­ge Floyd, da par­te dell’ex agen­te Derek Chau­vin a Min­nea­po­lis, Joe Biden ha rice­vu­to alla Casa Bian­ca la sua fami­glia. 

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Il pre­si­den­te ame­ri­ca­no ha affer­ma­to che pro­te­ste con una riso­nan­za così for­te come Black Lives Mat­ter non si vede­va­no dal­le bat­ta­glie per i dirit­ti civi­li degli anni Ses­san­ta. Nel frat­tem­po, al Sena­to è fer­ma la leg­ge per il rin­no­vo del­la strut­tu­ra del­la poli­zia sta­tu­ni­ten­se e, per que­sto moti­vo, la sorel­la di Geor­ge Floyd, Brid­gett Floyd, non ha volu­to par­te­ci­pa­re all’incontro con il pre­si­den­te. La vice­pre­si­den­te Kama­la Har­ris ha sol­le­ci­ta­to il Con­gres­so ad agi­re con urgen­za, per­ché “appro­va­re la rifor­ma non ripor­te­rà indie­tro le vite per­du­te, ma rap­pre­sen­te­rà un pas­so avan­ti di cui abbia­mo mol­to biso­gno. Dob­bia­mo con­tra­sta­re l’ingiustizia raz­zia­le dovun­que esi­sta”. L’incontro.

LA PROCURA DI TORINO APRE UN’INCHIESTA PER FARE LUCE SUL CASO DI MUSA BALDE

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Due set­ti­ma­ne dopo esse­re sta­to pesta­to con cal­ci, pugni e col­pi di spran­ga da tre uomi­ni a Ven­ti­mi­glia, il ven­ti­treen­ne Musa Bal­de muo­re sui­ci­da nel­la sua came­ra del Cpr di Tori­no. 

Dopo la vio­len­ta aggres­sio­ne, il ragaz­zo era usci­to dall’ospedale con una pro­gno­si di die­ci gior­ni e tra­sfe­ri­to nel Cpr del capo­luo­go pie­mon­te­se. I cen­tri di per­ma­nen­za per il rim­pa­trio sono strut­tu­re di reclu­sio­ne dove ven­go­no trat­te­nu­ti gli stra­nie­ri irre­go­la­ri in atte­sa di esse­re iden­ti­fi­ca­ti e rim­pa­tria­ti. Secon­do l’avvocato Gian Luca Vita­le, il ragaz­zo non riu­sci­va a dar­si pace per esse­re fini­to in iso­la­men­to in quel­la strut­tu­ra e in più non ave­va rice­vu­to nes­sun sup­por­to psi­co­lo­gi­co in meri­to alla sua fra­gi­le e deli­ca­ta situa­zio­ne. Musa non era in rego­la con i docu­men­ti e dove­va esse­re rim­pa­tria­to in Gui­nea. Non è sta­to con­si­de­ra­to come un richie­den­te asi­lo e tan­to­me­no coma la vit­ti­ma di una vio­len­za. La sto­ria di Musa.

Di Andrea Petroz­zi e Auro­ra Saba­to