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OBEY: QUANDO UNA MAGLIETTA RACCONTA UNA STORIA

A qual­cu­no è mai capi­ta­to di vede­re per stra­da gen­te con una magliet­ta con scrit­to OBEY? Di cer­to va mol­to di moda, ma ne cono­sce­te il signi­fi­ca­to? E soprat­tut­to chi è Obey?

Dicia­mo la veri­tà, tut­ti abbia­mo quell’amico un po’ fighet­to, all’ultima moda, che ha sem­pre un look impec­ca­bi­le e, a meno che quell’amico non sia­te voi, oggi vi spie­go il per­ché (spe­ran­do che lo sap­pia) indos­sa il mar­chio Obey. Innan­zi­tut­to biso­gna sot­to­li­nea­re che Obey è il nome d’arte di She­pard Fai­rey, un arti­sta e illu­stra­to­re sta­tu­ni­ten­se ed uno dei più noti e quo­ta­ti espo­nen­ti dell’arte di stra­da del momen­to.

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Da sem­pre inte­res­sa­to all’arte degli sten­cil, all’età di 18 anni fre­quen­ta la Rho­de Island School of Desi­gn ed appro­fon­di­sce la cono­scen­za del­la stic­ker art, sco­pren­do la for­za comu­ni­ca­ti­va che que­sto tipo di arte ha sia per par­la­re di sé stes­si sia di un’azienda o un brand, pro­prio come suc­ce­de­rà per il suo mar­chio di moda Obey Clo­thing.

Ma andia­mo drit­ti al sodo! Obey signi­fi­ca “obbe­di­re”

She­pard Fai­rey si ren­de con­to di come la socie­tà in cui è nato e cre­sciu­to gli abbia inse­gna­to a muo­ver­si tra le imma­gi­ni che ormai domi­na­no le nostre vite, ma sen­za di fat­to spie­gar­glie­ne il sen­so. Quel­la dell’obbedienza è sia una sto­ria per­so­na­le dell’artista, sia una pro­vo­ca­zio­ne alla socie­tà, ma è anche il sen­so che si cela die­tro alle sue ope­re, dagli ade­si­vi alle seri­gra­fie. Con le sue ope­re di street art, Obey vuo­le impor­re e pro­vo­ca­re nel­lo spet­ta­to­re una rifles­sio­ne, ma l’assenza di una rispo­sta effet­ti­va fa sca­tu­ri­re una rea­zio­ne di inter­pre­ta­zio­ne così pro­fon­da che sfo­cia nell’auto­ri­fles­sio­ne.

Lo sti­le arti­sti­co di Obey è diven­ta­to oggi un logo di mes­sag­gi for­ti! Egli rea­liz­za, infat­ti, serie di ritrat­ti di per­so­nag­gi famo­si che han­no cam­bia­to la sto­ria, come Nixon, Mao, Bush e Nel­son Man­de­la. I suoi mani­fe­sti sono for­ma­ti da figu­re sta­ti­che e sti­liz­za­te nel­le for­me in pie­no sti­le street art optan­do per la sem­pli­ci­tà nell’uso dei colo­ri for­ti, mol­to spes­so si trat­ta di quel­li pri­ma­ri, e dei con­tor­ni di linee for­ti e net­te che crea­no un for­te con­tra­sto tra le for­me. La rea­zio­ne che Obey vuo­le susci­ta­re negli spet­ta­to­ri riguar­da la rifles­sio­ne sul rea­le signi­fi­ca­to del­le cose che lo cir­con­da­no. Il mes­sag­gio del­la sua arte è “fat­ti doman­de su tut­to”; biso­gna riflet­te­re su ciò che ci cir­con­da, sen­za far­ci mano­vra­re a pia­ci­men­to del­la socie­tà.

Tra le sue ope­re più famo­se tro­via­mo sicu­ra­men­te:

ANDRÈ THE GIANT

Obey diven­ta famo­so con la cam­pa­gna di ade­si­vi raf­fi­gu­ran­ti il vol­to di André the Giant e la scel­ta di uti­liz­za­re il vol­to del lot­ta­to­re è in real­tà casua­le! Volen­do inse­gna­re a un ami­co come si crea uno sten­cil sce­glie per caso da una rivi­sta l’immagine di André the Giant, sot­to­scri­ven­do­ci “André the Giant has a pos­se”. Quin­di l’immagine di André the Giant di per sé non ha un signi­fi­ca­to e il pub­bli­co nota lo stic­ker solo quan­do vie­ne visto ovun­que. Que­sto feno­me­no, volon­ta­ria­men­te pro­get­ta­to da Obey, rac­chiu­de il sen­so del­la sua arte, che crea una rifles­sio­ne sul­la pub­bli­ci­tà e sul­la comu­ni­ca­zio­ne nel­la nostra socie­tà.

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Hope

Nel gen­na­io del 2008, She­pard Fai­rey ini­ziò a lavo­ra­re al pro­get­to di un poster che sareb­be diven­ta­to l’immagine non uffi­cia­le del­la cam­pa­gna poli­ti­ca di Barack Oba­ma duran­te le ele­zio­ni pre­si­den­zia­li del­lo stes­so anno. Nono­stan­te tale gra­fi­ca non fos­se uffi­cial­men­te lega­ta alla cam­pa­gna del futu­ro pre­si­den­te, il 22 feb­bra­io del­lo stes­so anno l’artista rice­vet­te da Oba­ma una let­te­ra nel­la qua­le egli si dichia­ra­va “pri­vi­le­gia­to di esse­re par­te del suo lavo­ro arti­sti­co e fie­ro di ave­re il suo sup­por­to”.

Il ritrat­to di Oba­ma mostra il pre­si­den­te con lo sguar­do che sem­bra vol­ge­re al futu­ro e con un’espressione seria ma che tra­smet­te con­cen­tra­zio­ne, sicu­rez­za e auto­ri­tà, impat­tan­do posi­ti­va­men­te chi lo guar­da. Quin­di, in con­clu­sio­ne, imma­gi­na­te­vi tut­ti que­sti sten­cil sopra del­le magliet­te. Cosa ne esce fuo­ri? Una genia­la­ta!

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Obey, attra­ver­so il suo mar­chio di moda, dif­fon­de il suo mes­sag­gio di ribel­lio­ne. Lo Street Arti­st, infat­ti, pen­sa che uno dei modi più sem­pli­ci di far pas­sa­re un mes­sag­gio è pro­prio quel­lo di por­lo sui vesti­ti del­le per­so­ne che comu­ne­men­te pas­sa­no per le stra­de. Per­ciò ogni vol­ta che vede­te qual­cu­no indos­sa­re una magliet­ta Obey non fa altro che sup­por­ta­re She­pard Fai­rey nel suo obiet­ti­vo di cam­bia­re la socie­tà!

Tut­to chia­ro no?