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Scream – Recensione

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Le vicen­de sono ambien­ta­te in una cit­ta­di­na del­la Cali­for­nia, Wood­sbo­ro. Nel­la pic­co­la loca­li­tà comin­cia­no a sus­se­guir­si una serie di atro­ci omi­ci­di, che vedo­no vit­ti­me ragaz­zi e ragaz­ze licea­li. I delit­ti richia­ma­no sem­pre lo stes­so sche­ma e lo stes­so modus ope­ran­di: il serial kil­ler ado­ra gio­ca­re con le sue pre­de.

Sia il moven­te sia il col­le­ga­men­to con i gio­va­ni sem­bra­no ini­zial­men­te inspie­ga­bi­li ed incom­pren­si­bi­li alla poli­zia, ma con una rit­mi­ca acce­le­ra­ta ed una cer­ta suspen­se il puzz­le fini­rà per com­ple­tar­si. E tu? Sei curio­so di sco­pri­re chi si cela die­tro la masche­ra?

Il film di Wes Cra­ven, dive­nu­to un vero e pro­prio cult del gene­re sla­sher, dove­va ini­zial­men­te inti­to­lar­si “Sca­ry Movie”, tito­lo in segui­to scel­to per la famo­sis­si­ma serie di film paro­di­sti­ci, ispi­ra­ti alla saga in que­stio­ne e ad altri gran­di clas­si­ci hor­ror.

Fu pro­prio l’omonima can­zo­ne di Michael e Janet Jack­son, ascol­ta­ta più vol­te alla radio dal regi­sta, a con­vin­ce­re Cra­ven che fos­se più ade­gua­to deno­mi­na­re il film “Scream”.

La masche­ra indos­sa­ta dall’assassino inve­ce fu idea­ta sul­la base del famo­sis­si­mo capo­la­vo­ro di Edvard Munch; “L’urlo”. Deci­sa­men­te un toc­co più che azzec­ca­to.

Una curio­si­tà che in pochi cono­sco­no è che, come nel­la mag­gior par­te dei film che han­no ad ogget­to delit­ti com­piu­ti da sadi­ci assas­si­ni, anche que­sto è trat­to da fat­ti real­men­te acca­du­ti. “Scream” infat­ti ripren­de la serie di delit­ti avve­nu­ti nell’agosto del ’90 nel­la cit­tà di Gai­ne­svil­le, in Flo­ri­da. Il socio­pa­ti­co omi­ci­da, Daniel Harold Rol­ling, sopran­no­mi­na­to “The Gai­ne­svil­le Rip­per”, con­fes­sò l’omicidio di cin­que stu­den­ti, i cui cor­pi furo­no ritro­va­ti muti­la­ti.

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Il cast:

Sarà sta­to dif­fi­ci­le per Neve reci­ta­re la par­te del­la vit­ti­ma pre­di­let­ta, cono­scen­do gli ante­fat­ti che il film richia­ma­va. Neve Cam­p­bell non fu però il pri­mo nome scel­to per inter­pre­ta­re la dol­ce ed inge­nua Sid­ney Pre­scott.

La par­te era infat­ti sta­ta pro­po­sta anche a Ree­se Wither­spoon che, pre­ce­den­te­men­te ave­va già rifiu­ta­to il ruo­lo da pro­ta­go­ni­sta nell’horror di Jamie Blanks; “Urban Legend”.

Altro nome, pre­so in con­si­de­ra­zio­ne per la par­te di Sid­ney, fu Mol­ly Ring­wald, che, con i suoi ven­ti­set­te anni, non se la sen­tì di inter­pre­ta­re una tee­na­ger.

Tra le can­di­da­te com­pa­ri­va anche la miti­ca Drew Bar­ry­mo­re, costret­ta, per altri impe­gni, a rifiu­ta­re il ruo­lo. Drew par­te­ci­pò comun­que alle ripre­se, nel­la par­te di Casey Bec­ker, pri­ma vit­ti­ma del mania­co.

Anche i vol­ti del­le famo­sis­si­me stre­ghet­te Melis­sa Joan Hart (nota nel ruo­lo di Sabri­na Spell­man in “Sabri­na, the Tee­na­ge Witch”) ed Hol­ly Marie Combs (cono­sciu­ta come “Piper Hal­li­well” nel­la famo­sis­si­ma serie TV “Char­med” e come Ella Mont­go­me­ry in “Pret­ty Lit­tle Liars”) furo­no pre­se in con­si­de­ra­zio­ne.

A pro­po­si­to di par­ti e ruo­li, anche Wes Cra­ven com­pa­re bre­ve­men­te, con l’idea di auto­ci­tar­si e di omag­gia­re l’altro suo gran­de cult; “Night­ma­re”. La sce­na in que­stio­ne vede il pre­si­de Arthur Him­bry (inter­pre­ta­to da Hen­ry Win­kler, noto come “Fon­zie” nel­la popo­la­re sit­com “Hap­py Days”) usci­re dal suo stu­dio, dopo aver udi­to uno stra­no rumo­re. Lo stes­so pre­si­de, avvi­ci­na­to­si al cor­ri­do­io, tro­va un inser­vien­te del­la scuo­la (inter­pre­ta­to da Wes Cra­ven) inten­to a svol­ge­re le puli­zie. L’inserviente in que­stio­ne indos­sa un maglio­ne che richia­ma espli­ci­ta­men­te la fan­ta­sia del maglio­ne indos­sa­to dal mostruo­so Fred­dy Krue­ger in “Night­ma­re”.

Direi che è deci­sa­men­te evi­den­te l’originalità che con­trad­di­stin­gue Wes Cra­ven, anno­ve­ra­to ormai tra i più gran­di regi­sti di film hor­ror. Se non hai visto anco­ra que­sto gran­de cult anni ‘90, mi rac­co­man­do, recu­pe­ra e non far­ti tro­va­re impre­pa­ra­to. Se doves­se chia­mar­ti uno sco­no­sciu­to, potreb­be sem­pre doman­dar­ti…

Qual è il tuo film hor­ror pre­fe­ri­to?”

Vero­ni­ca Cer­ro­ni