Tu, mio – l’estate, il mare, un amore

Tu, mio, roman­zo del­lo scrit­to­re ita­lia­no Erri De Luca, edi­to nel 1998 da Fel­tri­nel­li. Nar­ra di un’estate ado­le­scen­zia­le tra­scor­sa in un’isola del Tir­re­no, di un’Italia anco­ra scos­sa dal­la fine del­la Secon­da Guer­ra Mon­dia­le, del timo­re di par­la­re del pro­prio pas­sa­to, di man­can­ze incol­ma­bi­li, del­la sete di sape­re a tut­ti i costi, accom­pa­gna­ta dal mare che rie­sce ad atte­nua­re qual­sia­si tipo di dolo­re.

Il nar­ra­to­re, non­ché pro­ta­go­ni­sta, è un ragaz­zo di sedi­ci anni, che rac­con­ta di quel­la tra­vol­gen­te esta­te vis­su­ta su un pre­ci­pi­zio di sen­ti­men­ti; eva­den­do dal­la fre­ne­sia del­la sua cao­ti­ca cit­tà, accom­pa­gna­to dal cugi­no mag­gio­re Nico­la, si affac­cia improv­vi­sa­men­te al mon­do degli adul­ti, sco­pre nuo­vi lati di se stes­so, attra­ver­so dolo­re, lacri­me e ricor­di.

Il ragaz­zo si sen­te diver­so rispet­to ai suoi coe­ta­nei, spes­so infat­ti non ne con­di­vi­de le pas­sio­ni e soprat­tut­to l’atteggiamento di spen­sie­ra­tez­za che li carat­te­riz­za, que­sto lo spin­ge a fre­quen­ta­re ragaz­zi più gran­di, che han­no anco­ra nei loro occhi le imma­gi­ni vivi­de del­le fiam­me, del dolo­re, del­le urla, del­la guer­ra. Ormai da tem­po nel cuo­re e nel­la men­te del gio­va­ne, si fa stra­da il desi­de­rio insa­zia­bi­le di cono­sce­re i det­ta­gli del­la guer­ra appe­na pas­sa­ta, i libri di sto­ria infat­ti non rie­sco­no a sod­di­sfar­lo, al con­tra­rio di Nico­la, che inve­ce, aven­do vis­su­to in pri­ma per­so­na quel­le ter­ri­bi­li vicen­de, cer­ca sem­pre di sof­fo­ca­re le richie­ste del cugi­no. Nico­la, tut­ta­via si vedrà sfi­la­re len­ta­men­te e con deli­ca­tez­za paro­le su paro­le, nei pome­rig­gi di pesca con il cugi­no, dove il cuo­re si apre e la men­te si libe­ra lascian­do spa­zio ai ricor­di, soprat­tut­to quel­li più brut­ti, dove i rac­con­ti di odio, rab­bia e sof­fe­ren­za sof­fo­ca­no ogni altro tipo di sen­ti­men­to.

Il gio­va­ne ragaz­zo incon­tra Caia, una ragaz­za più gran­de, stra­nie­ra, enig­ma­ti­ca e irrag­giun­gi­bi­le, se ne inna­mo­ra, velo­ce­men­te, ma con una dol­cez­za straor­di­na­ria. “Ci si inna­mo­ra così, cer­can­do nel­la per­so­na ama­ta il pun­to a nes­su­no rive­la­to, che è dato in dono solo a chi scru­ta, ascol­ta con amo­re. ci si inna­mo­ra da vici­no, ma non trop­po, ci si inna­mo­ra da un ango­lo acu­to un poco in dispar­te in una stan­za…”, così dice il nostro pro­ta­go­ni­sta.

Con Caia anche il ricor­do del­la guer­ra ritor­na dirom­pen­te e sen­za pie­tà, nasco­sta nel suo nome, che a sua vol­ta cela il più gran­de segre­to del­la ragaz­za, che il gio­va­ne è deci­so a sco­pri­re.  Subi­to, Caia si tro­va inspie­ga­bil­men­te lega­ta al ragaz­zo, il qua­le diven­ta la sua ombra, che scru­tan­do­la da lon­ta­no la pro­teg­ge con lo sguar­do, arri­van­do anche a per­de­re se stes­so per poi sco­prir­si uomo. Nel­la men­te del­la ragaz­za rie­mer­ge il ricor­do del padre, sen­ten­do­si di nuo­vo al suo fian­co, ritro­van­do la pace che ormai ave­va per­so da anni. Caia si lascia cade­re nel­le brac­cia del ragaz­zo, tra­spor­ta­ta da una fidu­cia ina­spet­ta­ta nei suoi con­fron­ti, fidu­cia che suc­ces­si­va­men­te la sal­ve­rà, la difen­de­rà lascian­do­la sen­za paro­le.  I due si ritro­va­no coin­vol­ti in un amo­re, vero, non pos­ses­si­vo, ma desi­de­ro­so di pro­teg­ge­re l’altro, che rie­sce ad oltre­pas­sa­re il tem­po, sem­pli­ce­men­te magi­co.

Il fat­to che più incu­rio­si­sce a pro­po­si­to di que­sto libro è pro­prio il tito­lo: “tu, mio”. Un pro­no­me per­so­na­le sog­get­to e un pro­no­me pos­ses­si­vo, che lascia­no al let­to­re il fia­to sospe­so per tut­ta la dura­ta del roman­zo. Il tito­lo è enig­ma­ti­co, inten­so, in que­ste due sem­pli­ci paro­le navi­ga­no pen­sie­ri tin­ti di dol­cez­za, amo­re, ricor­di, nostal­gia, a trat­ti qua­si infan­ti­le. Un sem­pli­ce tito­lo che arri­va drit­to al cuo­re, col­pen­do subi­to il let­to­re.

l tema cen­tra­le di “Tu, mio” è la ricer­ca di sé, del­la pro­pria iden­ti­tà, del pro­prio posto nel mon­do. Infat­ti, il pro­ta­go­ni­sta affron­ta pro­ve spi­ri­tua­li, che lo aiu­ta­no a cre­sce­re e a tro­va­re se stes­so, e così rie­sce a fare velo­ce­men­te e ina­spet­ta­ta­men­te, pas­san­do dall’essere anco­ra un bam­bi­no ad esse­re inve­ce un adul­to. I per­so­nag­gi del roman­zo rie­sco­no a tra­smet­te­re al ragaz­zo l’immane desi­de­rio di rispon­de­re, ed ecco infat­ti il vero inten­to di De Luca: rac­con­ta­re una rispo­sta, un’affermazione for­te e chia­ra, quel­la dell’esistenza, fer­ma e deci­si­va come uno schiaf­fo.

“Incon­trar­ti è sta­to come il sole che spac­ca la pel­le e l’aspro del­lo sco­glio che indu­ri­sce la pian­ta del pie­de. Mi hai fat­to cre­sce­re un’altra buc­cia sopra la mia, mi hai dato ingres­so al mon­do chia­man­do­mi tuo. Quan­do sarai par­ti­ta rispon­de­rò di me con il fuo­co”

“Tu, mio”- Erri De Luca

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  1. Gran­de com­men­to….. Emo­zio­nan­te….. COMMOVENTE!!! MOLTO PROMETTENTE QUESTA RAGAZZA.. BRAVA….