Attentato, Yasmina Khadra, guerra, dolore

UNA CRUDA REALTÀ-L’ATTENTATO

“L’attentato” è il roman­zo, pub­bli­ca­to per la pri­ma vol­ta in Fran­cia nel 2005 e poi in Ita­lia nel 2006, del­lo scrit­to­re alge­ri­no Moham­med Mou­les­se­houl, ex mili­ta­re testi­mo­ne diret­to del­la guer­ra civi­le che deva­stò il suo pae­se. Egli deci­se di rac­con­ta­re in un libro le atro­ci­tà del­la guer­ra da lui stes­so com­bat­tu­ta, le atro­ci­tà che ogni gior­no avven­go­no in Israe­le e nel mon­do. L’autore dovet­te auto esi­liar­si per far sen­ti­re la pro­pria voce nel­la spe­ran­za di non incon­tra­re peri­co­li, per que­sto uti­liz­zò anche lo pseu­do­ni­mo fem­mi­ni­le di sua moglie, ovve­ro, Yasmi­na Kha­dra.

Attentato, Yasmina Khadra, guerra, dolore

Il roman­zo è ambien­ta­to nel­la cit­tà di Tel Aviv, in Israe­le, dove sono all’ordine del gior­no atten­ta­ti di ogni tipo. Il pro­ta­go­ni­sta è il medi­co chi­rur­go Amin Jaa­fa­ri, ara­bo natu­ra­liz­za­to israe­lia­no, figlio di bedui­ni che è riu­sci­to con­tro qual­sia­si pre­giu­di­zio ad entra­re nell’élite ospe­da­lie­ra di quel­lo che con­si­de­ra a tut­ti gli effet­ti il suo pae­se. Gra­zie al suo pre­sti­gio­so ruo­lo nel­la socie­tà Amin era ama­to e accla­ma­to da mol­ti, egli spo­sò Sihem, una don­na affa­sci­nan­te, per bene, con la qua­le la vita non fu ama­bi­le, anzi nume­ro­si furo­no i dolo­ri che le ha cau­sa­to, fino a por­tar­la a un gesto estre­mo che lo lasce­rà sen­za paro­le, distrug­gen­do il suo ani­mo.

La vicen­da inco­min­cia nar­ran­do di un gior­no come tan­ti, nel qua­le Amin sta­va soc­cor­ren­do i feri­ti dopo un atten­ta­to avve­nu­to in un Fast Food, igna­ro anco­ra del dolo­re che lo atten­de­rà.  Dopo esse­re sta­to con­vo­ca­to dal­la poli­zia, sco­pre che la fau­tri­ce dell’attentato non era altro che sua moglie Sihem, la qua­le fin­gen­do­si incin­ta si fece esplo­de­re nel loca­le. Un dolo­re lan­ci­nan­te per­va­de l’illustre medi­co, è sem­pli­ce­men­te incre­du­lo.

“Non voglio dor­mi­re. Ho pau­ra di addor­men­tar­mi per non dover sen­ti­re di nuo­vo, con­ge­dan­do­mi dai miei sogni, che la don­na che più ama­vo al mon­do non c’è più, che è mor­ta dila­nia­ta in un atten­ta­to ter­ro­ri­sti­co”.

Attentato, Yasmina Khadra, guerra, dolore

Ini­zia allo­ra per il pro­ta­go­ni­sta un momen­to di stal­lo fisi­co con­trap­po­sto da un dibat­ti­to inte­rio­re; è lace­ra­to dal rim­pian­to, dal sen­so di col­pa, si ripe­te assi­dua­men­te di non aver com­pre­so la situa­zio­ne inte­rio­re del­la moglie.  Amin, non rie­sce a dar­si pace, sen­te il biso­gno di com­pren­de i moti­vi che han­no spin­to la sua Sihem a com­pie­re un tale gesto. Allo­ra si met­te in viag­gio, segue le orme di Sihem ten­tan­do di sco­pri­re la veri­tà, met­ten­do a rischio la sua stes­sa vita.

Attentato, Yasmina Khadra, guerra, dolore

Que­sta la sto­ria di una cru­da real­tà, di un ani­mo lace­ra­to da un dolo­re immen­so, dal­la rab­bia e da pun­ti inter­ro­ga­ti­vi desti­na­ti a rima­ne­re sen­za rispo­sta, dan­do un sen­so di vuo­to al let­to­re, ma in gra­do di far capi­re quan­to sia cadu­ca l’esistenza e inspie­ga­bi­le la sof­fe­ren­za.  Que­sta la sto­ria di un’anima desti­na­ta a depe­ri­re e a disin­te­grar­si for­se a cau­sa del­la fati­ca dovu­ta al rin­cor­re­re quel­le rispo­ste che con­ti­nua­no a sfug­gi­re oppu­re a cau­sa di agen­ti ester­ni, esplo­si per fana­ti­smo.

“Anco­ra una cosa, dot­to­re: fra inte­grar­si e disin­te­grar­si il mar­gi­ne di mano­vra è così stret­to che il mini­mo erro­re potreb­be man­da­re tut­to all’aria”.

Qui l’anteprima del libro.

Di Noe­mi Ros­si­ni

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