Zero

ZERO: IL PRODOTTO MENO RIUSCITO SU NETFLIX

 Zero è una serie tv del 2021 distri­bui­ta da Net­flix e trat­ta da un roman­zo di Anto­nio Dike­le Diste­fa­no: Non ho mai avu­to la mia età. La serie è sicu­ra­men­te tra i pro­dot­ti meno riu­sci­ti pre­sen­ti sul­la piat­ta­for­ma di Net­flix, poi­ché fal­li­sce in tut­to ciò che usa per nar­ra­re la sto­ria

Zero

Trama

Omar è un ragaz­zo nero nato in Ita­lia che vive nel bar­rio, un quar­tie­re fit­ti­zio del­la peri­fe­ria di Mila­no. Sogna di scap­pa­re dal suo padre padro­ne e di vive­re dise­gnan­do Man­ga. Ma quan­do un grup­po di ragaz­zi ver­ran­no a cono­scen­za di un suo super­po­te­re lo use­ran­no per aiu­ta­re il quar­tie­re, ormai con­ti­nua­men­te pre­so di mira da atti van­da­li­ci

Non può man­ca­re una sto­ria d’amore, essen­do que­sto un pro­dot­to ita­lia­no. Omar, infat­ti si inna­mo­ra per­du­ta­men­te di Anna, una ragaz­za mol­to ric­ca che vive al cen­tro di Mila­no. Anna stu­dia inge­gne­ria all’università e con­di­vi­de con Omar il desi­de­rio di anda­re via dall’Ita­lia.

I DIFETTI

Zero fal­li­sce in ogni cosa. Fal­li­sce nel crea­re un per­so­nag­gio inte­res­san­te, fal­li­sce nel rispet­ta­re gli espe­dien­ti usa­ti, e fal­li­sce nel rispet­ta­re le rego­le che la serie stes­sa met­te.

Il difet­to mag­gio­re è sicu­ra­men­te quest’ultimo. Se una cosa non si può fare, allo­ra il pro­ta­go­ni­sta non la dovreb­be fare nean­che quan­do per neces­si­tà di tra­ma è richie­sta. Piut­to­sto non met­ti il tuo pro­ta­go­ni­sta in una situa­zio­ne nel­la qua­le è pra­ti­ca­men­te costret­to a infran­ge­re quel­la rego­la. E que­sto vale soprat­tut­to quan­do stai trat­tan­do un per­so­nag­gio supe­re­roe.

Zero uti­liz­za i supe­re­roi e i Man­ga per atti­ra­re su di sé gli occhi di tan­ti gio­va­ni ragaz­zi, sem­pre più inte­res­sa­ti a que­sti tipi di intrat­te­ni­men­to. I Man­ga, infat­ti, sono ormai uno degli intrat­te­ni­men­ti pop più popo­la­ri, per non par­la­re dell’enorme suc­ces­so che han­no i film sui supe­re­roi, ormai da anni a que­sta par­te, al cine­ma. Quin­di non è pos­si­bi­le trat­ta­re que­sti temi con super­fi­cia­li­tà man­can­do quin­di di rispet­to a due for­me di intrat­te­ni­men­to popo­la­ri.

Zero

LA SCENEGGIATURA

La sce­neg­gia­tu­ra di Zero fa sem­pli­ce­men­te acqua da tut­te le par­ti. Non rie­sce a crea­re dei per­so­nag­gi inte­res­san­ti, non rie­sce a met­te­re in sce­na una cri­ti­ca seria, non rie­sce a crea­re un “cat­ti­vo” cre­di­bi­le e tut­ti i col­pi di sce­na sono pre­ve­di­bi­li.

I per­so­nag­gi sono tut­ti ste­reo­ti­pa­ti al mas­si­mo. Omar è insi­cu­ro e timi­do, e ovvia­men­te il suo super pote­re è quel­lo di poter diven­ta­re invi­si­bi­le. C’è il ragaz­zo cor­pu­len­to, Momo che ovvia­men­te è quel­lo diver­ten­te e sim­pa­ti­co. C’è lo “spac­co­ne”, Sha­rif che ovvia­men­te è il lea­der del grup­po. E poi c’è la “fem­mi­na alpha”, Sara che fa la pro­dut­tri­ce musi­ca­le.
Ci sareb­be un quin­to per­so­nag­gio, Inno ma è tal­men­te inu­ti­le che anche il suo talen­to cal­ci­sti­co ci vie­ne solo det­to dal­la serie, ma mai mostra­to.

Anche i “cat­ti­vi” risul­ta­no scrit­ti male. Non sono spa­ven­to­si, non incu­to­no timo­re, e i cin­que ragaz­zi rie­sco­no con fin trop­pa faci­li­tà ad ave­re la meglio sem­pre.

Zero pro­va anche a lan­cia­re una cri­ti­ca allo Sta­to ita­lia­no, nar­ran­do per pochis­si­mi minu­ti le dif­fi­col­tà di Inno, ragaz­zo nero nato in Ita­lia ma rite­nu­to non ita­lia­no dal­lo Sta­to. Inno si tro­va in dif­fi­col­tà ad otte­ne­re anche solo dei docu­men­ti, come la car­ta d’identità. Ma la serie rac­con­ta que­sta sto­ria, pur­trop­po rea­le, tar­di e male. Ormai lo spet­ta­to­re è total­men­te disin­te­res­sa­to e va avan­ti con le pun­ta­te solo per osmo­si, suben­do­le pas­si­va­men­te.

Zero, oltre a tut­ti que­sti difet­ti ha anche una pes­si­ma scel­ta del­le can­zo­ni. Essen­do­ci Dike­le Diste­fa­no die­tro le can­zo­ni sono tut­te recen­ti e orec­chia­bi­li, ma sono usa­te malis­si­mo. Per esem­pio, dopo il pri­mo incon­tro tra Omar e Anna par­te in sot­to­fon­do “Fuo­co e Ben­zi­na” di Emi­sKil­la. Ma la can­zo­ne par­la di un amo­re che dura da anni, men­tre Omar e Anna si sono appe­na cono­sciu­ti. E le altre can­zo­ni, ripe­to sicu­ra­men­te orec­chia­bi­li, non ven­go­no usa­te meglio. Com­ple­ta­men­te but­ta­te a caso solo per cer­ca­re di far resta­re i gio­va­ni a vede­re la serie.

Per que­sti moti­vi la serie è asso­lu­ta­men­te non con­si­glia­ta, quin­di se vole­ste veder­la sie­te avvi­sa­ti. In ogni caso, come sem­pre vi lascio il link del trai­ler qui:

Mat­teo Maroc­chi